L’attuazione di questo progetto è stata possibile grazie all’aiuto di una nostra paziente che non solo ha partecipato alla stesura del progetto ma ha anche fatto una donazione che ci ha permesso di realizzarlo.
Il forte coinvolgimento di questa nostra Paziente ha dato ancora più importanza e senso al progetto.
Così ci siamo messi al lavoro facendo queste considerazioni:
Le visite e la terapia in Ospedale comportano un’attesa che è indispensabile e per certi versi invalicabile. L’attesa per il paziente può essere faticosa non solo da un punto di vista fisico ma soprattutto da un punto di vista psicologico. La sala di attesa raggruppa pazienti che hanno malattie differenti e di differenti gravità e che spesso hanno un diverso modo (positivo o negativo) di rapportarsi alla malattia ed alle relative cure.
In questo ambiente spesso gli umori e le paure dei pazienti si incontrano e possono provocare uno stato di disagio e peggiorare la loro situazione psico-fisica. Un attesa prolungata può alimentare questo stato di disagio e fare sentire il paziente come perso e in balia di altri o di circostanze poco controllabili.
Cosa abbiamo fatto? Abbiamo chiesto ai nostri pazienti……
Abbiamo quindi pensato di costruire un questionario anonimo per valutare se effettivamente la percezione dei medici corrispondesse alla realtà e se alcuni accorgimenti potessero aiutare i pazienti a vivere in maniera costruttiva l’attesa.
Cosa hanno risposto i pazienti?
I pazienti hanno confermato il nostro pensiero, infatti, per oltre la metà dei pazienti, l’attesa è troppo lunga.
Al 93% dei pazienti la sosta in sala di attesa “costa emotivamente” perché è noiosa e raggruppa indistintamente persone malate con situazioni cliniche eterogenee.
La maggior parte dei pazienti ha inoltre segnalato che le sedie della nostra sala d’attesa erano assai scomode e che era prioritario cambiarle.
I pazienti ci hanno anche detto cosa ritenevano necessario per modificare la qualità dell’attesa, per trasformare un’attesa passiva in un’attesa costruttiva:
1) ristrutturazione della sala d’attesa (possibilità di leggere riviste e libri, di guardare un maxischermo, etcc)
2) miglioramento della qualità dell’attesa: a 315 pazienti sarebbe piaciuto avere la possibilità di partecipare ad attività alternative (incontri strutturati con gli specialisti (31%) o con gli psicologi (24%), corsi di ginnastica (12%), corsi di musicoterapica (23%) e corsi di disegno (10%) per rendere l’attesa meno noiosa e meno angosciante; è stato suggerito l’utilizzo di “cicalini” per dare ai pazienti la libertà di muoversi all’interno dell’Istituto e di essere chiamati al momento della visita e delle terapie.
L’attesa dovrebbe quindi essere organizzata, strutturata e diventare un “momento formativo”, che possa aiutare i pazienti a prendere coscienza della propria situazione, partecipando attivamente al progetto di cure che deve essere condiviso con i medici e deve avvenire in un ambiente il più confortevole possibile.
Cosa abbiamo fatto
- Sostituzione delle sedie
- Introduzione di librerie per mettere a disposizione libri e riviste
- Affissione di quadri al muro
Un sentito ringraziamento anche all'Architetto Riccardo Fossati, che ha seguito il progetto gratuitamente.
Molto altro resta da fare…………………………