L’ONCOPROTEINA MYC SVELA MIGLIAIA DI POSSIBILITÀ PER INTERROMPRERE LA CATENA DELLA CANCEROGENESI
Una delle prime applicazioni in oncologia della post-genomica, la branca scientifica che si occupa di esplorare l'intricata rete di interazioni fra gene e gene, fra proteina e proteina e fra geni e proteine, con l'obiettivo di mettere a punto nuove terapie più efficaci per le malattie genetiche, come il cancro, ha come oggetto di studio l’oncoproteina Myc, un oncogene responsabile del processo di formazione di tumore.
Studiando il suo comportamento, i ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia hanno osservato che Myc è in grado di interagire con circa il 10% di tutti i geni della cellula umana, vale a dire con circa 3000 geni, e hanno quindi scoperto un'enorme attività biologica connessa a questo onocogene e un'inaspettata complessità nella relazione fra le proteine che stanno all'origine del cancro e il genoma umano.
Questo lavoro ha aperto grandi prospettive per la ricerca e per la clinica. Fra le migliaia di geni con cui si è scoperto che Myc può interagire, si sa che alcuni hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo della malattia tumorale; se dunque si troverà una molecola, o più molecole, in grado di bloccarli, si otterranno potenti antitumorali. In altre parole, identificando, fra i geni regolati da Myc, quelli implicati nella cancerogenesi, si otterranno nuovi target terapeutici per la ricerca farmacologica.
Questo studio è un esempio di come le tecnologie bioinformatiche ci offrono la possibilità di studiare l'attività di geni e proteine su grande scala e di scoprire così come essi interagiscono fra loro dando origine a numerosissimi processi e attività a livello molecolare, che trasformano la cellula da sana a malata. Interferendo in queste rete di interazioni, rete che può essere molto ampia e complessa, si potrà bloccare la malattia cancro. |