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ELIOT, LA RADIOTERAPIA DURANTE L’OPERAZIONE CHIRURGICA
La vocazione dello IEO a trattamenti sempre più conservativi, e quindi rispettosi, oltreché del risultato clinico, anche degli aspetti relativi alla qualità di vita dei pazienti, si esprime nell'avere introdotto una delle più sofisticate modalità di irradiazione: la radioterapia intraoperatoria (ELIOT).
Eliot (Electron IntraOperative Therapy) è una tecnica radioterapica che permette di concentrare direttamente sul tumore alte dosi di radiazioni, in un’unica somministrazione, al momento dell'operazione chirurgica. |
A questo scopo
viene utilizzato un acceleratore lineare mobile che può essere
posizionato sul campo operatorio, dove emette una dose di radiazioni
sovrapponibile alla dose totale somministrata tradizionalmente con
la radioterapia esterna, mentre sono decisamente ridotti gli effetti
collaterali e i danni ai tessuti.
Infatti, la
possibilità di allontanare manualmente durante l'intervento
gli organi sani eventualmente interposti tra il fascio di radiazioni
ed il bersaglio consente di ridurre la tossicità; nel contempo,
la visione diretta della regione da colpire assicura la massima precisione
nella somministrazione della dose.
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Nell'ambito delle moderne strategie di trattamento, il modello di integrazione terapeutica fornito dalla ELIOT consente di:
• Rendere l'intervento chirurgico più radicale in quanto elimina l'eventuale residuo tumorale.
• Intensificare l'effetto antitumorale della radioterapia in quanto permette di somministrare livelli totali di radiazione altrimenti non raggiungibili con la sola irradiazione dall'esterno.
• Ridurre l'intervallo tra l'asportazione chirurgica del tumore e l'irradiazione: tale tempo può rappresentare una condizione per lo sviluppo e la crescita di cloni cellulari residui. |
Le esperienze iniziali con la ELIOT risalgono agli anni Venti, ma l'inadeguatezza degli strumenti allora disponibili ne limitò molto l'uso. Fino a poco tempo fa, il maggior ostacolo allo sviluppo della tecnica e al suo impiego su vasta scala era rappresentato dal fatto che la ELIOT implicava il trasferimento del paziente, anestetizzato e con breccia chirurgica aperta, dalla sala operatoria al servizio di radioterapia e un successivo ritorno alla stessa per il completamento delle procedure chirurgiche, con i conseguenti problemi organizzativi, e aumento del rischio d'infezione da parte del paziente.
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La Radioterapia intraoperatoria allo IEO
La disponibilità di un nuovo tipo di acceleratore lineare, concepito per essere utilizzato direttamente in sala operatoria, ha consentito allo IEO di incorporare la ELIOT come uno dei più promettenti progetti di ricerca e cura. Nel luglio 1999 l'Istituto ha raggiunto il suo obiettivo di essere all'avanguardia nella ricerca di tecniche sempre più efficaci, attrezzando una sala operatoria con un acceleratore lineare sviluppato specificamente per questa procedura. Gli acceleratori lineari di nuova generazione dedicati alla ELIOT sono dotati di un braccio robotico direzionabile sul campo operatorio. Questi acceleratori evitano le complessità relative al trasferimento del paziente, prolungando la durata complessiva dell'intervento solo di 10-15 minuti.
La ELIOT è utilizzata principalmente per il trattamento conservativo del carcinoma mammario in stadio iniziale. Una dose singola di radiazioni viene somministrata già durante l'intervento, direttamente sulla ghiandola mammaria residua all'asportazione del nodo tumorale (quadrantectomia).
Con questa tecnica l’intervento al seno (in caso di tumori piccoli) riduce significativamente il suo “peso”, anche psicologico: la cura viene infatti concentrata in due giorni di ospedalizzazione.
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