FARMACOPREVENZIONE: IL TAMOXIFEN
La farmacoprevenzione è un'area dell'oncologia in rapido sviluppo che si propone la prevenzione dell'insorgenza del cancro mediante agenti naturali o sintetici.
Questo approccio farmacologico si basa sull'identificazione di individui sani che però hanno un'alta probabilità di sviluppare il cancro (soggetti a rischio), e nei quali un agente preventivo potrebbe effettivamente inibire l'insorgenza della malattia.
Alcuni modelli di valutazione, che attraverso lo studio di diversi fattori di rischio sono in grado di definire in termine quantitativo e qualitativo il rischio individuale di cancro, hanno contribuito enormemente a evidenziare nella popolazione i soggetti a rischio.
Ad esempio, la valutazione del rischio di cancro al seno si basa su fattori genetici, riproduttivi, e clinici. Il modello più usato per valutare il rischio di cancro al seno, conosciuto come modello di Gail, studia sei fattori di rischio: età alla prima visita, età alla prima mestruazione, età al primo parto, numero di parenti di primo grado (madre, sorella, o figlia) con cancro al seno, numero di precedenti biopsie al seno, precedente diagnosi di iperplasia atipica, o carcinoma lobulare in situ.
Lo IEO è stato fra i primi centri al mondo a studiare come contrastare il processo di formazione del tumore prima che la malattia si manifesti.
E’ in questo quadro che si colloca il contributo fondamentale dello IEO nello studio che si propone di valutare l’efficacia del farmaco Tamoxifen nel ridurre l’insorgenza del tumore del seno in soggetti sani a rischio.
Il meccanismo d'azione del Tamoxifen blocca l'attività dell'ormone estrogeno che consente ad alcune cellule cancerogene (chiamate estrogeno-sensitive) di crescere e dividersi. Il Tamoxifen è pertanto in grado di inibire la formazione del carcinoma mammario.
L’analisi globale sugli studi di prevenzione primaria su circa 50.000 donne, incluso lo studio italiano dell’Istituto, conferma che il Tamoxifen riduce del 40% circa l’insorgenza del tumore al seno e del 10% la mortalità nelle donne sane a rischio.
Inoltre, lo studio italiano condotto presso l'Istituto Europeo di Oncologia ha aperto nuovi e promettenti indirizzi di ricerca per il tamoxifen. Un interessante risultato preliminare, pubblicato nel 1998 su "Lancet", suggerisce che il farmaco possa essere efficace nel gruppo di donne sotto terapia ormonale sostitutiva (HRT).
Per questo motivo, l’Istituto ha promosso la realizzazione dello studio HOT (Hormones opposed by Tamoxifen), che concentra la sua attenzione sulle donne che assumono la terapia ormonale sostitutiva.
Il principio è quello di abbinare alla terapia sostitutiva basse dosi di Tamoxifen per annullare il maggior rischio di tumore del seno associato all’assunzione di ormoni.
|