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Venti anni IEO - La Storia dell'Istituto Europeo di Oncologia

 

Nato nel 1994 giunge nel 2014 alla celebrazione dei 20 anni di attività. Di seguito le tappe più importanti della crescita e le prospettive future.

 

ventennale

1994 L'Istituto Europeo di Oncologia è nato da un'idea di Umberto Veronesi per creare un modello innovativo di ospedale, che applicasse i principi della gestione privata alla sanità pubblica. Alla cerimonia di inaugurazione, il 30 maggio, partecipano gli esponenti più illustri dell'imprenditoria e della scienza italiana. Nasce il Comitato Scientifico dell’Istituto, del quale fanno parte alcuni dei nomi più prestigiosi dell’oncologia internazionale, fra cui due premi Nobel: Renato Dulbecco (Nobel per la Medicina 1975) e Michael J. Bishop (Nobel per la Medicina 1989). Anticipando la normativa del 1998, l’Istituto organizza un proprio Comitato Etico strutturato in base ai criteri più avanzati.  Lo IEO diventa il centro di coordinamento delle principali ricerche in corso nel nostro Paese in campo oncologico, in particolare sul tumore del seno. Un esempio importante sono gli studi di farmacoprevenzione, una disciplina che sviluppa da un lato gli studi sulla definizione del rischio individuale e dall’altro la ricerca sui farmaci che hanno la capacità di prevenire l’insorgenza del tumore, come il Tamoxifen.

 

1995 Su iniziativa della Divisione di Chirurgia cervico-facciale dell’Istituto, viene avviato il “Programma Chernobyl”, con l’obiettivo di valutare se i bambini nati a Milano al tempo della famosa esplosione della centrale nucleare mostrino una maggiore incidenza di neoplasie della tiroide in conseguenza dell’esposizione alla nube di radiazioni ionizzanti. Dall’esame dei 4000 bambini studiati non emergerà alcun particolare aumento di rischio. Lo studio e la cura delle malattie della tiroide si conferma come uno dei punti di eccellenza dell’Istituto. La Divisione di Medicina Nucleare, prima in Italia, inizia i propri studi di radioimmunoterapia, cioè della modalità di cura dei tumori mediante anticorpi carichi di radiazioni che colpiscono le cellule maligne ma risparmiano quelle sane. È questa una delle aree di ricerca dell’Istituto più innovative. Un contributo originale è la tecnica denominata avidina–biotina che permette di caricare di radioattività solo quegli anticorpi che si posizionano sul tumore.

 

1996 L'Istituto Europeo di Oncologia viene riconosciuto dal Ministero della Sanità come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). Vengono inaugurati i laboratori di Oncologia Sperimentale dove lavorano scienziati, provenienti in ampia percentuale dagli Stati Uniti e dal Nord Europa, accomunati dal progetto di identificare i meccanismi alterati nella cellula malata di tumore e di mettere a punto terapie in grado di modificarli. È l'anno dell'accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale: lo IEO inizia ad erogare le sue prestazioni anche in convenzione con il SSN. Viene stipulata la convenzione con l'Università degli Studi di Milano grazie alla quale l’Istituto diviene sede di corsi di specializzazione universitari. Intanto viene organizzata la formazione dei suoi medici seguendo sistemi internazionali all’avanguardia. Anticipando ancora una volta la normativa nazionale, viene istituito un programma di aggiornamento continuo (CME, Continuing Medical Education) e di formazione interdisciplinare.

 

1997 L'Istituto si dota del più avanzato acceleratore lineare esistente sul mercato e avvia il programma di cura dei tumori iniziali della prostata con radioterapia conformazionale. Lo IEO diventerà il centro con il maggior numero di casi trattati e con risultati sovrapponibili alla chirurgia. La Divisione di Senologia dell'Istituto Europeo di Oncologia in collaborazione con la Divisione di Medicina Nucleare mette a punto la R.O.L.L. (Radioguided Occult Lesion Localisation), una nuova tecnica chirurgica radioguidata che permette di asportare tumori microscopici non palpabili della mammella. Per garantire la migliore qualità di vita possibile, l’Istituto diventa il primo centro oncologico in Italia dove la Divisione di Chirurgia Plastica affianca sistematicamente quella Oncologica con metodiche d'avanguardia, per far sì che la restituzione del seno alla donna sia parte integrante del trattamento della malattia tumorale. Si costituisce l’associazione scientifica “Sanità senza fumo”, con sede in Istituto, che riunisce nella lotta al tabacco tutte le figure professionali della sanità. L’Associazione si impegna perché tra i medici italiani diminuisca la percentuale dei fumatori, ancora troppo elevata.

 

1998 Sulla prestigiosa rivista scientifica NATURE viene pubblicato il primo lavoro firmato da un’équipe dell’Istituto Europeo di Oncologia. I ricercatori scoprono che una sostanza naturale, l'acido retinoico, è in grado di bloccare i meccanismi d'azione della cellula leucemica, riportandola al normale funzionamento. Nasce così il primo "farmaco molecolare". Per iniziativa della Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, prende il via il progetto dell’Istituto FIRC di Oncologia Molecolare (IFOM), di cui lo IEO è il principale promotore IFOM nasce come infrastruttura tecnologica centralizzata, tale da permettere a gruppi di ricerca di diversi enti scientifici italiani di usufruire di apparecchiature e tecniche altrimenti singolarmente inaccessibili per l'entità dei costi e per le competenze specialistiche necessarie. Su LANCET appare l'articolo che decreta l’ingresso nella pratica clinica di una nuova tecnica per la cura del tumore del seno messa a punto dall’Istituto Europeo di Oncologia. Il "linfonodo sentinella" si dimostra un metodo sicuro per effettuare l'estrazione dei linfonodi dell'ascella solo quando è necessario, evitando così alle pazienti le asportazioni dannose ed inutili che venivano praticate sistematicamente.

1999 È l’anno di una pubblicazione storica su NATURE, in occasione della scoperta di P66, il gene dell'invecchiamento. I ricercatori IEO scoprono che gli animali a cui viene tolto questo gene vivono il 30 % più a lungo. Si aprono prospettive affascinanti per la cura non solo del cancro, ma di tutte le malattie dell'invecchiamento come l'Alzheimer o il Parkinson. L’Istituto Europeo di Oncologia avvia il primo studio clinico in Italia per la diagnosi precoce del tumore polmonare. In pochi mesi vengono reclutati mille fumatori che, una volta all’anno per cinque anni, effettuano una Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) Spirale del torace. Dai primi dati emerge che questo esame semplice, rapido e non invasivo potrebbe essere presto in grado, come la mammografia, di ridurre l’alto tasso di mortalità legato a questo tipo di cancro, identificandolo nella fase iniziale, quando le possibilità di guarigione sono elevate.  Nasce in Istituto il progetto “Ospedale senza Dolore” che realizza, con la partecipazione di medici e infermieri, un articolato programma di intervento che fa del dolore un parametro da misurare sistematicamente e da tenere sotto controllo.

 

2000 Viene acquisito il Centro Cardiologico Fondazione Monzino di Milano, l'unico IRCCS cardiologico in Italia e sede universitaria. Si apre un periodo di collaborazione tra le rispettive aree di ricerca dei due Istituti, che insieme affrontano le maggiori cause di mortalità e morbilità nell’uomo. Dalla collaborazione fra radioterapia e senologia nasce in Istituto la tecnica della IORT (Radioterapia IntraOperatoria) che, grazie all'utilizzo di un acceleratore lineare mobile con braccio robotico, permette la cura radioterapica per il tumore del seno durante l'intervento chirurgico. Presso la Divisione di Medicina Nucleare proseguono gli studi sulle potenzialità terapeutiche della Radioterapia Recettoriale che utilizza farmaci caricati di sostanze radioattive, capaci di emettere radiazioni di breve raggio ed alta energia. La collaborazione fra clinica e laboratorio permette la nascita di una nuova Unità dedicata allo sviluppo di nuovi farmaci; fra le prime in Italia si occupa di farmacogenomica, vale a dire dello sviluppo di terapie il più possibile personalizzate, meno tossiche e più efficaci.  Umberto Veronesi è nominato Ministro della Sanità.

 

2001 L’Istituto Europeo di Oncologia inaugura, in via San Luca a Milano, il primo Centro di diagnostica oncologica integrata per la donna. Un modello organizzativo unico in Italia: all’interno di un’unica struttura la donna può effettuare tutti i test più avanzati che la scienza e la tecnologia mettono oggi a disposizione per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori femminili. Su NATURE appare un altro importante articolo firmato IEO sulla ubiquitinazione delle proteine. I ricercatori hanno scoperto nella “scatola di montaggio” delle proteine un nuovo meccanismo che ne controlla la funzione, e che potrebbe avere importanti implicazioni nello sviluppo di diverse malattie, fra cui i tumori. Viene oltrepassata un’altra frontiera nella comprensione del funzionamento della cellula. È l’anno di un grande risultato per la Ricerca Sperimentale: tra le pubblicazioni di oncologia di NATURE, metà di quelle italiane provengono dallo IEO. La senologia raggiunge il record mondiale per numero di casi trattati annualmente.

 

2002 È l’anno dell’approvazione del progetto di ampliamento dell’Istituto che prevede la costruzione, accanto all’edificio esistente, di una nuova struttura per lo sviluppo dell’attività clinica ambulatoriale, il day hospital e il day surgery. Questo progetto realizzerà il primo modello in Italia di ospedale moderno che prevede la separazione dell’attività diagnostica da quella terapeutica, per una migliore efficacia del percorso di cura. L’Istituto riceve la visita degli ispettori della Joint Commission, la prestigiosa agenzia americana che dal 1953 accredita gli ospedali nordamericani in base ai più elevati standard di qualità esistenti in sanità. IEO è il primo centro oncologico non statunitense ad ottenere il prestigioso accreditamento. Aumenta la dotazione tecnologica dello IEO con l'acceleratore lineare per la radioterapia modulare (IMR), l’apparecchiatura per la radiochirurgia stereotassica, e l’ampliamento della diagnostica per immagini, che si posiziona fra le più avanzate e precise al mondo.

 

2003 La metodica del linfonodo sentinella viene internazionalmente riconosciuta come pratica standard per rivelare la diffusione del tumore del seno in presenza di noduli di piccole dimensioni. La pubblicazione del New England Journal of Medicine evidenzia come le pazienti con tumori del seno sotto i due centimetri di diametro, studiate con questa metodica, presentino dopo cinque anni una percentuale di guarigione del 98%, analoga o addirittura superiore a quella delle donne sottoposte a rimozione dei linfonodi dell’ascella. Lancet pubblica i risultati preliminari dello studio di anticipazione diagnostica del tumore del polmone, che evidenziano come l’associazione della Tac Spirale e della PET (Tomografia ad Emissione di Positroni) sia in grado di individuare anche i più piccoli tumori polmonari e di valutarne la natura, benigna o maligna. È dimostrato che nel 95% dei casi l’abbinamento dei due esami permette di localizzare i tumori in fase iniziale, quando sono operabili con altissime probabilità di successo.

2004 L’Istituto promuove, in occasione dei suoi primi dieci anni di attività, un’iniziativa unica in Europa: concentrare a Milano, in un struttura allestita ad hoc accanto al suo edifico, nell'arco di un mese alcuni dei più importanti eventi internazionali dell’oncologia europea. L’obiettivo è capire e comunicare come si delinea la lotta al cancro del futuro. Da qui l’idea del Crocevia della lotta al cancro: 40 incontri di natura diversa, dalle frontiere della biologia molecolare ai diritti del malato e dei guariti  di cancro – per creare un punto di incontro fra ricerca, cura, prevenzione, informazione, educazione alla salute, formazione del personale medico, organizzazione dell’assistenza. Un incrocio di esperienze e culture, dagli Stati Uniti alla nuova Europa fino all’area del Golfo, perché il “pensare internazionale" è un fattore importante della buona cura. IEO conferma il suo ruolo di laboratorio culturale che mette al centro l’uomo non solo come malato, ma con la sua psiche e la sua socialità. Emerge dall’esperienza internazionale del Corcevia che per il controllo del cancro la scienza biomedica da sola non basta: occorre la partecipazione consapevole della popolazione.

 

2005 Sulla base dei risultati dello studio pilota del ‘99, viene  avviato  lo studio COSMOS (Continuous Observation of  Smoking Subjects), che offre a 10.000 fumatori la possibilità di diagnosticare precocemente un eventuale  tumore del polmone, attraverso una Tac a basso dosaggio annuale. Lo studio confermerà l’efficacia di questo esame nell’identificare tumori al polmone iniziali, quando le probabilità di guarigione sono intorno al 70%. È quindi un esame salvavita, come dimostreranno definitivamente ulteriori studi americani più ampi. È l’anno della posa della prima pietra di IEO 2, Day center, la struttura dedicata al day hospital e alle visite ambulatoriali. Non si tratta solo di un ampliamento spaziale, ma dell’applicazione di una filosofia di cura che, grazie alla ridotta invasività, tende a restituire il paziente alla sua vita sociale e lavorativa il prima possibile. IEO 2, con i suoi spazi dedicati agli esami e le visite ambulatoriali,  è anche un segno concreto della centralità dell'anticipazione diagnostica  nella strategia IEO .

In quest’ambito, l’Istituto si colloca in prima fila nella promozione dell’HPV test per la prevenzione del tumore del collo dell’utero, diventando velocemente un punto di riferimento per le donne e i loro  medici. Con la successiva introduzione in Italia del vaccino contro il Papilloma Virus per le bambine di dodici anni, l’obiettivo diventa azzerare questo tumore femminile nelle prossime generazioni. IEO attiva uno studio per verificare gli effetti del vaccino nelle diciottenni.

 

2006 La Radioterapia, fiore all’occhiello dello IEO sin dalla sua fondazione, compie fondamentali passi avanti a seguito dell’ampliamento della dotazione delle  apparecchiature che permettono di varcare l’ultima frontiera della radioterapia: il trattamento a quattro dimensioni che tiene conto, oltre che del volume, anche del movimento. In pratica diventa possibile identificare esattamente il bersaglio ed “inseguirlo” nel suo movimento. La teconologioa permette la messa a punto di schemi innovativi come la radioterapia FAST, (Frazionamento Accelerato dello Schema Terapeutico) che arriva a ridurre fino al 50% la durata complessiva del trattamento di radioterapia per le principali forme tumorali, a parità di efficacia rispetto agli schemi di trattamento tradizionali e con meno effetti collaterali. Viene ampliata l’applicazione delle metodiche di precisione che  hanno rivoluzionato la cura di alcuni tumori, come quello della prostata: su 1800 pazienti con tumore prostatico iniziale trattati in IEO con radioterapia in dieci anni (1996-2006), l’85% vive in buone condizioni di salute. Vengono pubblicati i dati sulla FENRETINIDE - un derivato della vitamina A - che dimostrano la capacità di questa molecola di ridurre l’incidenza del tumore del seno nelle donne più giovani. Un risultato fondamentale nella farmacoprevenzione, un’area di ricerca in cui IEO è punto di riferimento in Europa.

 

2007 Inizia l’attività di chirurgia robotica in urologia con il sistema Da Vinci. La prima applicazione è sul tumore iniziale della prostata e i risultati sono da subito eccellenti: meno effetti collaterali, meno dolore, migliore ripresa e identico risultato oncologico. L’uso del robot viene esteso da subito al trattamento chirurgico di alcuni tumori ginecologici, gastrointestinali e polmonari. Rispetto alla chirurgia tradizionale il robot offre una miglior visuale del campo operatorio e permette di effettuare manovre di altissima precisione e rapidità. Anche rispetto alla laparoscopia, di cui la robotica rappresenta un’evoluzione, migliorano la profondità del campo nella visuale e la precisione nel movimento delle pinze operatorie; ad esempio, è possibile una rotazione a 360° che un polso umano non potrebbe mai effettuare. Sul fronte della ricerca nasce il Campus IFOM- IEO. Con l’inaugurazione dei nuovi laboratori di ricerca dell’Istituto Europeo di Oncologia in adiacenza a quelli IFOM, Istituto FIRC di Oncologia Molecolare, si inaugura il più grande polo di ricerca oncologica d’ Europa. Subito sono disponibili i primi risultati: una nuova piattaforma tecnologica per l’identificazione dei geni mutati (BRAC1 e BRAC2) responsabili dei tumori del seno di origine ereditaria,  permette di effettuare test genetici a costi ridotti e con tempi brevi (una settimana rispetto ai sei mesi normalmente necessari).

 

2008 Viene sperimentata la tecnica IART per il tumore del seno: avidinazione intraoperatoria per radioterapia. E' un sistema innovativo della medicina nucleare dello IEO studiato per effettuare il trattamento radioterapico in parte durante l’intervento di chirurgia conservativa e in parte il giorno successivo, riducendo così l’intera cura in un arco di sole 48 ore. In associazione alla ELIOT (radioterapia intraoperatoria), la metodica sviluppa la filosofia di una cura del tumore mammario che abbia un impatto sempre minore sulla vita della donna, a parità di efficacia. Nasce presso la Divisione di Ginecologia Oncologica, il primo Centro di Alta specializzazione per il tumore dell’ovaio in Italia, su modello dell’analogo centro del Johns Hopkins, il prestigioso ospedale universitario di Baltimora. L’obiettivo è offrire alla paziente un servizio medico-chirurgico in linea con i migliori standard internazionali, per garantirle l’accesso alle terapie più innovative e allo spettro completo delle competenze, delle tecnologie e dei percorsi necessari per una prevenzione, diagnosi e cura più efficace di questo tumore. Il 18 giugno si tiene il primo incontro per le donne che hanno vissuto o ancora vivono l’esperienza del tumore del seno in IEO. Il tema del meeting è “Le donne vogliono sapere” e diventerà un appuntamento annuale dal titolo “IEO per le donne”. Un’iniziativa unica in Italia perché dedicata interamente all’ascolto delle pazienti ed ex pazienti. Un successo straordinario grazie alla partecipazione di oltre 1000 donne ogni anno.

2009 A fine anno la copertina di CELL viene dedicata ai risultati della ricerca di un gruppo dell’Istituto Europeo di Oncologia, che ha scoperto il meccanismo biologico di duplicazione delle cellule staminali tumorali e come questo processo possa essere bloccato da un farmaco. Si tratta di una pietra miliare per la cura del cancro perché queste cellule (chiamate “staminali" perché, come quest’ultime, hanno la capacità unica di potersi riprodurre illimitatamente) sono le responsabili della diffusione della malattia nell’organismo, la metastasi. Con l’acquisto di un secondo Robot da Vinci l’attività robotica dello IEO raggiunge volumi e standard di qualità fra i più alti in Italia e in Europa. Dopo i primi tre anni di chirurgia robotica, è in Italia il centro oncologico che vanta l’esperienza più ampia nelle tecniche mininvasive robotiche. Dal novembre 2006 sono stati effettuati quasi 1000 interventi, circa 50 al mese. Viene presentata la ricerca sulle cellule tumorali circolanti: un sistema che permette di valutare l’aggressività del tumore tramite un semplice prelievo di sangue. La rilevazione della presenza delle cellule tumorali circolanti permette una valutazione della prognosi del tumore e offre una fotografia dello stato della malattia, permettendo all’oncologo una gestione terapeutica più mirata ed efficace

 

 

2010 Il 23 marzo viene inaugurato  lo IEO 2 Day Center che realizza l’idea moderna di ospedale in cui l’attività diagnostica è separata da quella terapeutica per una maggiore efficienza di entrambe e a vantaggio della qualità di vita del paziente. La radiologia dello IEO presenta l’imaging anticipato: come un nuovo utilizzo di raggi X. Ultrasuoni e risonanza magnetica possono cogliere i primi segni di proliferazione cellulare prima ancora che si sviluppi una seppur piccola massa tumorale. In occasione dello IEO Day, l’Istituto annuncia uno studio sulla fattibilità di uno dei sogni dell’oncologia: introdurre le persone in una “scatola magica” che esplora virtualmente in pochi minuti tutto il loro corpo per trovare i primi segnali di eventuali anomalie. Il sogno diventa ipotesi scientifica con la risonanza magnetica total body, che consente di fare un viaggio virtuale nell’organismo intero, in una sola seduta di risonanza magnetica. Gli apparecchi di RM più recenti in dotazione allo IEO dispongono di una nuova tecnologia che permette di produrre immagini di tutto il corpo in circa 15-20 minuti, senza raggi ionizzanti e senza liquidi di contrasto. IEO sperimenta la possibilità di utilizzare questo sistema per verificare l’accuratezza di uno screening di tutto il corpo per l’anticipazione diagnostica dei tumori.

 

 

2011 IEO inaugura il primo Day Surgery Senologico in Europa: in sole 12 ore la donna può ricevere per il tumore del seno gli stessi trattamenti avanzati e accurati che si effettuano con uno o due giorni di ricovero in ospedale. La cura del tumore al seno in un solo giorno è una nuova frontiera per l’Europa. Uno studio clinico IEO ha dimostrato che i tumori del seno iniziali, trattati correttamente, possono guarire nel 98% dei casi e che ad ogni centimetro in meno di tumore corrisponde un punto percentuale in più di guarigione. Si consolida l’ipotesi che l’anticipazione della diagnosi, fino a scoprire le lesioni impalpabili rilevabili solo con gli esami strumentali, associata alla precisione delle terapie, trasformerà il tumore del seno in una malattia controllabile, con una guaribilità vicina al 100%. Il modello del day surgery che, a parità di efficacia, rende la cura meno traumatica per la donna, è un passo significativo in questa direzione. IEO diventa il partner italiano dell’International Human Epigenome Consortium. L’epigenomica è l’ultima frontiera della genetica, che studia i rapporti fra ambiente e genoma. Si sviluppano gli studi biomolecolari IEO in particolare sull’alimentazione e sul ruolo della restrizione calorica, vale a dire la diminuzione di calorie assunte giornalmente nella durata della vita e nell’insorgenza dei tumori.

 

 

2012 Il 30 gennaio viene inaugurato ARC, il nuovo Centro di Radioterapia Avanzata dell’Istituto Europeo di Oncologia che si posiziona all’avanguardia in Italia e tra i primi 5 nel mondo. Il Centro dispone di una concentrazione di tecnologie di ultima generazione unica nel nostro Paese, grazie alle quali è possibile curare fino a 4500 pazienti all’anno, con trattamenti che riflettono i massimi standard di qualità internazionali. Il Centro realizza un nuovo programma e una nuova visione della radioterapia, che introduce la qualità di vita come criterio di scelta delle terapie e che utilizza alcune metodiche come il trattamento di elezione per determinati tipi di tumore, a forte incidenza, come quelli della prostata, del torace, e dell’utero. Il collegamento con il neonato CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica) permette inoltre di integrare la terapia con adroni con le terapie tradizionali, mettendo a diposizione dei pazienti tutte le tecnologie, le conoscenze e le competenze esistenti in campo radioterapico.

 

 

 

2013 L'ARC, il Centro di Radioterapia Avanzata, offre, primo in Italia, un nuovo programma di radioterapia per la cura del tumore intracapsulare della prostata, che permette di trattare la malattia in sole 5 sedute. I risultati sono sovrapponibili a quelli dei cicli più estesi e gli effetti collaterali ulteriormente ridotti.

Su Lancet vengono pubblicati i dati relativi alla radioterapia intraoperatoria, che dimostrano che per i tumori del seno di piccola dimensione la ELIOT ha la stessa efficacia dei cicli di radioterapia esterna. La Radioterapia intraoperatoria risolve il problema delle donne che vivono lontane da un centro di radioterapia ed è inoltre una  meno tossica rispetto a quella tradizionale. Evitando di irradiare la cute e la regione vicina al polmone e il cuore (in caso di mammella sinistra), si evitano anche molti effetti collaterali. La tossicità globale dell’intero trattamento per il tumore del seno risulta quindi molto ridotta” IEO propone che la modalità intraoperatoria diventi un trattamento standard per tutte le donne con tumore al seno di piccole dimensioni. La prestigiosa rivista internazionale Cell pubblica una ricerca sul Junk DNA (DNA Spazzatura), frutto  di un progetto mondiale di altissimo livello scientifico su Genomica e Cancro, finanziato dall’Unione Europea,  che ha come partner italiani l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e l’IIT di Genova. L’Istituto Europeo di Oncologia è stato fra i primi in Italia a investire nelle tecnologie innovative necessarie al sequenziamento del genoma, collettivamente indicate come Next Generation Sequencing. Queste tecnologie, utilizzate essenzialmente in ricerca, possono in pochi anni entrare nella routine della valutazione diagnostica per ogni malato. IEO è vicino all’obiettivo di sequenziare il DNA di tutti i suoi pazienti. Negli ultimi anni IEO ha molto investito nella ricerca genomica in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia, con cui condivide una piattaforma tecnologica. È inoltre membro fondatore dei due maggiori consorzi dedicati alle tecnologie Next Generation Sequencing: Blueprint e IHEC (International Human Epigenoma Consortium)

 

2014 Lo IEO ha vissuto 20 anni nel futuro:

 

  • Ha Ideato e promosso un nuovo modo di curare la persona, che tiene conto dell’efficacia della terapia, ma anche della qualità della vita durante e dopo i trattamenti.

 

Ha Generato scoperte e metodi che hanno migliorato e continueranno a migliorare la pratica clinica e hanno aperto nuove frontiere nella ricerca molecolare.

 

  • Ha Creato e sviluppato un modello di ospedale di diritto privato ma di interesse pubblico, in cui i criteri manageriali di una struttura privata sono applicati alla ricerca e alla clinica, senza obiettivi di profitto, per tutti i pazienti.

 

Nei prossimi vent’anni continuerà a svolgere la sua missione di laboratorio permanente per l’innovazione nella lotta al cancro.  

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