Nel settembre 1996 è stata creata un'Unità di Psico-oncologica, grazie ad una borsa di studio dell’American-Italian Cancer Foundation di New York. Inizialmente l’Unità ha avuto lo scopo prioritario di occuparsi di sviluppare la ricerca sugli aspetti psico-sociali nella cura del cancro e di effettuare interventi volti al miglioramento della qualità di vita del paziente affetto da tumore. L'obiettivo principale di tale prospettiva è la valutazione della percezione della qualità della cura da parte del paziente.
E' stato quindi sviluppato un metodo per valutare il grado di soddisfazione per le cure che è stato applicato in Istituto e in altre Istituzioni europee. Questo studio permette di identificare gli aspetti della cura che sono suscettibili di miglioramento, andando ad identificare aree particolari tra cui ambiti più prettamente medici ed infermieristici ed altri più relazionali o organizzativi.
Ben presto l’Unità ha dovuto rispondere alle numerose richieste di consulti psicologici in reparto che pervengono tuttora da pazienti informati della possibilità di un sostegno psicologico prima, durante e dopo le terapie, e dal personale sanitario, laddove ne ravveda la necessità caso per caso.
Le attività cliniche dell'Unità di Psico-oncologia hanno lo scopo di integrare la cura medica con il supporto psicologico ai pazienti e alle loro famiglie.
Il trattamento psicologico del paziente oncologico deve avere come obiettivo principale quello di migliorare la Qualità della Vita e di limitare il rischio di conseguenze psicopatologiche tali da condizionare la vita futura della persona.
Vengono utilizzate diverse tipologie di intervento psicologico : l’intervento sulla crisi emotiva e sulle difficoltà di adattamento e l’approccio cognitivo, l’utilizzo delle tecniche di rilassamento e delle tecniche immaginative, le psicoterapie di tipo supportivo-espressivo, ad orientamento psico-dinamico.
Contestualmente si sono sviluppate diverse ricerche, in collaborazione con varie Divisioni dell’Istituto.
L’Unità di Psiconcologia ha messo a punto uno studio con la Divisione di Senologia diretta dal Dott. A Luini e la Divisione di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva diretta dal Prof. JY Petit per la valutazione dell’impatto psicologico della conservazione del capezzolo nella mastectomia, il suo impatto sull’immagine del corpo e la soddisfazione delle donne per quanto riguarda i risultati estetici. Questo studio si propone di valutare questi aspetti nelle donne alle quali viene indicata una mastectomia eseguita con una nuova tecnica chirurgica che consente di conservare il capezzolo. Si ipotizza che la conservazione del capezzolo possa diminuire il senso di mutilazione, migliorare la percezione dell’ immagine legata alla percezione del corpo.
Uno studio sulla valutazione della percezione del paziente oncologico nei confronti della chemioterapia per bocca è in corso da alcuni anni, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina, diretto dal Prof. Aron Goldhirsch. Lo studio si propone di capire come viene vissuta e percepita la proposta di un trattamento chemioterapico per bocca. Una domanda di trade-off è inserita nel questionario per capire quanto i pazienti sarebbero disposti a rinunciare ad una percentuale di efficacia del trattamento per una maggior comodità di somministrazione del trattamento.
Uno studio sulla valutazione della qualità della vita, dell’impatto psicologico e del grado di soddisfazione nei pazienti con impianti ports venosi centrali (ad accesso percutaneo alla vena succlavia contro accesso alla vena giugulare interna contro accesso alla vena cefalica), nei pazienti sottoposti a chemioterapia a lungo termine, è in corso dal 2002. Lo studio chirurgico randomizzato è stato ideato dal Dott. Roberto Biffi, condirettore della Divisione di Chirurgia Generale.
Uno studio sulla valutazione della sessualità, dell’immagine corporea è in corso nelle pazienti in terapia medica dopo carcinoma mammario. Questo studio comprende nella sua prima fase la costruzione e la validazione di un questionario specifico e viene svolto in collaborazione con la Divisione di Senologia. Questo progetto nasce in collaborazione con Europa Donna, associazione contro il tumore del seno che raccoglie in Italia oltre un centinaio di associazioni che si occupano, a titolo diverso, di tumore della mammella.
La collaborazione con l’Unità di Ematoncologia (Dott. Martinelli, Dott. Cinieri) ha portato all’identificazione delle reazioni psicologiche e dei bisogni delle pazienti con patologia mammaria sottoposte a chemioterapia ad alte dosi con trapianto autologo di midollo. Lo studio è tuttora in corso.