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Tumori urologici (altri)

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Tumori del rene. Il tumore del rene rappresenta circa il 3% di tutte le neoplasie, con una maggiore incidenza nei paesi industrializzati. Ne esistono diversi tipi, ognuno con specifiche caratteristiche istopatologiche e genetiche. Quella più comunemente riscontrata è la variante a cellule chiare. Le cause del tumore renale sono sconosciute, tuttavia possono essere individuati alcuni potenziali fattori di rischio in grado di favorirne l’insorgenza.

  • Fumo di sigaretta: il numero di sigarette fumate ogni giorno e il numero di anni di esposizione sono direttamente proporzionali all'aumento del rischio di questa malattia.
  • Esposizione cronica ad alcuni metalli e sostanze particolari: sono sospettati di possedere un'azione cancerogena l'asbesto e il cadmio, la fenacetina e il torotrasto.
  • Familiarità
  • Obesità
  • Ipertensione arteriosa 

 

Tumori della vescicaLa neoplasia della vescica è il quarto tumore più frequente nell’uomo e la seconda neoplasia più frequente a carico dell’apparato urinario. Al momento della diagnosi nel 70% dei pazienti si presenta come patologia non muscolo-infiltrante. Le cause del tumore vescicale sono sconosciute, tuttavia possono essere individuati alcuni potenziali fattori di rischio in grado di favorirne l’insorgenza.

  • Fumo: è il più importante fattore di rischio. L’incidenza di tumore della vescica è direttamente correlata agli anni di esposizione, al numero di sigarette fumate e all’età precoce di inizio.
  • Esposizione cronica ad alcune sostanze, soprattutto derivati del benzene e ammine aromatiche.
  • Schistosomiasi urinaria: infezione parassitaria endemica in Africa, Asia, Sud America, che risulta associata allo sviluppo di neoplasia della vescica di tipo squamoso.


 

Tumori del testicolo. I tumori germinali  rappresentano  circa l'1% del totale dei tumori e circa il 6% di tutti  i tumori relativi all'apparato urogenitale maschile e sono quindi una patologia rara. Sono più frequenti in un'età compresa fra i 20 e i 35 anni, nascono nel 95% dei casi dalle cellule testicolari o germinali e nel 95% dei casi nascono nei testicoli, ma possono formarsi anche in sedi anomale come il torace, l’addome o in altre aree. I principali fattori di rischio riconosciuti sono:

  • il criptoridismo (mancata discesa di uno dei testicoli nella borsa scrotale)
  • la sindrome di Klinefelter (presenza di un cromosoma sessuale X in più nei soggetti maschi)
  • la storia familiare o personale di tumore testicolare e sviluppo testicolare anormale (disgenesia gonadica)

I tumori del testicolo si dividono in germinali (seminomi e non seminomi (embrionali, corioncarcinoma, teratomi, tumori del sacco vitellino) e tumori dello stroma. 


 

Tumori del surrene. Il tumore del surrene è molto raro e colpisce, secondo i dati del Registro Tumori, 1-2 persone su un milione, con maggiore incidenza nella popolazione adulta. Si stima che in Italia il 3-5% degli individui abbia una massa nel surrene ma solo il 10% di queste sia maligna. Solo nel 30% dei casi la diagnosi avviene in fase precoce. I fattori di rischio non sono noti. Non è stata documentata alcuna relazione con il fumo né con la familiarità. È stata rilevata tuttavia un'associazione con alcune mutazioni genetiche e con alcune sindromi come il morbo di Cushing.

 



Tumore del rene. I tumori del rene spesso non causano sintomi precoci e la maggioranza delle neoplasie renali ha un riscontro incidentale nel corso di indagini radiologiche.

La comparsa di sangue nelle urine non associata alla presenza di infezione urinaria o comunque recidivante dovrebbe condurre a indagini come l’ecografia dell’addome. Eccessiva stanchezza, ingiustificata perdita di peso, febbricola serotina che non trovi altre ragioni, masse palpabili in addome o persistente dolenzia al fianco rappresentano sintomi tardivi.

L'ecografia è in grado di identificare il tumore renale mentre la tomografia computerizzata (TC) oltre a distinguere la natura della massa offre ulteriori informazioni sull'estensione della malattia. Altri esami diagnostici sono la risonanza magnetica e l'urografia, che valuta le vie urinarie e il corretto passaggio delle urine. Questo esame è il più indicato in caso di sangue nelle urine e serve soprattutto a valutare la presenza di tumore nelle vie urinarie: uretra, vescica, ureteri e bacinetto renale.

 

 

Tumore della vescica. Il sintomo cardine per la diagnosi di questo tumore è la macroematuria (sangue nelle urine) anche se, all’esordio, la malattia può essere completamente asintomatica.

Le procedure diagnostiche, nel caso di sospetta neoplasia vescicale, si basano sull'ecografia, sulla radiologia (urografia e TAC), sulla risonanza magnetica e sui metodi endoscopici, come la cistoscopia. Quest'ultima consiste nell'introduzione di uno strumento a fibre ottiche nella vescica attraverso le vie urinarie e permette di valutare l'interno della vescica ed eventualmente prelevare campioni sospetti di tessuto che saranno poi analizzati. Un ulteriore ausilio diagnostico è dato dalla ricerca di cellule tumorali nel campione di urine attraverso la citologia urinaria. La TAC, la PET e anche la scintigrafia ossea sono utili per valutare se il tumore si è esteso oltre la vescica coinvolgendo altri organi.

 

 

Tumore del testicolo. I sintomi principali sono la presenza di un nodulo, spesso indolore, l'incremento del volume testicolare, un rigonfiamento, una modifica della consistenza o un senso di pesantezza al testicolo oppure un dolore acuto all'inguine o in sede addominale o, infine, può essere presente liquido nella borsa scrotale.

Nel sospetto di un tumore maligno del testicolo sono indicati un esame obiettivo urologico, esami ematici che comprendano i marcatori beta HCG, LDH e alfa Fetoproteina e un’ecografia testicolare. La TC del torace addome pelvi è usata per la stadiazione e per i controlli successivi alla terapia.

 

 

Tumori del surrene. La maggioranza delle neoplasie surrenali ha un riscontro incidentale nel corso di indagini radiologiche.

Tumore del reneLa chirurgia rappresenta il gold standard di trattamento per la neoplasia renale. Un tempo la nefrectomia radicale, cioè l’asportazione totale del rene malato, era l’intervento più diffuso. Allo stato attuale, invece, laddove le dimensioni del tumore lo consentano, la chirurgia conservativa che asporta solo la massa e preserva il tessuto sano è il trattamento di elezione. Negli ultimi anni la chirurgia robotica si sta progressivamente sostituendo alla chirurgia tradizionale a cielo aperto nell’ambito di un sempre maggiore sviluppo di trattamenti mini-invasivi. Ai pazienti eleggibili a un trattamento robotico, la Divisione offre la chirurgia robotica che ottiene ottimi risultati oncologici, una limitata morbilità intra e perioperatoria con scarso impatto sulla qualità di vita e tempi di ripresa più veloci. Le forme avanzate di tumore del rene sono candidate a trattamento sistemico con farmaci “target”, non chemioterapici che vanno a colpire bersagli specifici responsabili  del controllo della proliferazione e della morte programmata della cellula tumorale.

 

Tumore della vescicaLe possibilità di trattamento chirurgico di un tumore della vescica comprendono la resezione transuretale (TURV) per neoplasie di piccole dimensioni non infiltranti, trattamento spesso risolutivo, e la cistectomia (asportazione dell'organo). L'approccio terapeutico prevede anche la possibilità di interventi combinati che possono vedere impiegati chemioterapia e radioterapia prima, dopo o in alternativa all’intervento chirurgico con l’intento di preservare la vescica, in casi selezionati. 

Alta efficacia ha nel carcinoma non infiltrante il trattamento intravescicale con il bacillo di Calmette-Guerin (BCG) o diversi agenti chemioterapici.

Nel tumore della vescica in fase avanzata l'approccio terapeutico è di tipo polichemioterapico, con l’ausilio di diversi farmaci quali il cisplatino,  la gemcitabina, la vinflunina le antracicline e i taxani.

 

 

Tumori del testicolo. Gli stadi iniziali sono curati con la sola chirurgia del testicolo. Il trattamento medico è rappresentato da chemioterapia contenente cisplatino (PEB) che è proposta dopo la chirurgia per un numero di cicli variabile in base allo stadio di malattia e alla finalità del trattamento. La chemioterapia sistemica si propone anche in caso di ricaduta di malattia o mancata guarigione completa dopo chemioterapia iniziale. È importante in questi pazienti, vista la giovane età, riservare grande attenzione alle problematiche relative alla fertilità.

 

 

Tumore del surrene. L’asportazione chirurgica di tutta la ghiandola rappresenta il trattamento di elezione nei casi di malattia localizzata, con buoni risultati in ambito di sopravvivenza libera da malattia. In caso di mancata indicazione all’intervento chirurgico si possono somministrare farmaci antiormonali, chemioterapici o ricorrere alla radioterapia (se la lesione è confinata). L'avvento della surrenectomia mini-invasiva ha costituito una svolta per la rimozione chirurgica dei tumori surrenalici, in precedenza gravata da una percentuale di complicanze più elevata. L’uso del robot è caratterizzato dai vantaggi noti: minori perdite ematiche, minore dolore post-operatorio e migliore risultato estetico, minore degenza ospedaliera.

 

 

La Divisione di Chiurgia urologica e l’Unità di Oncologia Urogenitale e cervicofacciale sono coinvolte in numerosi Studi Clinici nazionali e internazionali di ricerca sulle patologie urologiche. In IEO è presente una équipe specializzata nella diagnosi e nella cura delle patologie oncologiche urologiche che, integrando competenze mediche e infermieristiche, garantisce una gestione a 360°, ponendo il paziente al centro del proprio iter terapeutico e rendendolo parte attiva di ogni step

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