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Tumori al seno

Il tumore al seno è una malattia legata alla trasformazione maligna di alcune cellule della mammella che crescendo in maniera autonoma acquisiscono la capacità di infiltrare i tessuti e gli organi circostanti e migrano ad altre parti del corpo annidandosi e formando metastasi.

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La prevenzione e le cure adeguate hanno dimostrato di ridurre il danno che il tumore al seno può causare: grazie alla prevenzione ed alle cure il tasso di sopravvivenza è in evidente progressivo aumento.


 

breast cancer centres

 

Affidarsi a un centro di eccellenza come lo IEO per la prevenzione, la diagnosi precoce ed accurata del tumore al seno e delle sue caratteristichbiologiche e le cure rendono massima la probabilità di guarigione completa. Anche nelle situazioni più difficili, l’eccellenza delle cure è la base necessaria per il controllo a lungo termine della malattia in uno stato di benessere.

 


 


 

women's cancer center

Le diverse competenze in Radiologia, Chirurgia, Oncologia Medica, Radioterapia, Farmacoprevenzione, Medicina Nucleare e altre specializzazioni coinvolte nella gestione della persona con tumore al seno lavorano insieme per definire l’approccio migliore in ogni singolo caso. La personalizzazione della diagnosi, delle cure e del follow-up è la strategia che permette di ottenere il massimo dei risultati in termini di guarigione, controllo della malattia, qualità della vita.

 


Ecco perché IEO ha il Programma Seno  che riunisce tra loro tutte le Divisioni e Unità competenti nella prevenzione, diagnosi e trattamento del carcinoma mammario. La terapia del tumore al seno è multidisciplinare. Parlare solo di chirurgia, di farmacoterapia o radioterapia senza integrare tra loro le diverse discipline non è sufficiente. 


 

 

 

Le lesioni mammarie non palpabili

Si conoscono alcune lesioni pretumorali: riconoscerle aiuta a intervenire prima che le caratteristiche tumorali siano acquisite dalle cellule. Le forme pretumorali si chiamano neoplasia duttale intraepiteliale e neoplasia lobulare intraepiteliale (in passato si definivano carcinomi in situ): non sono capaci di provocare metastasi e il loro trattamento è specifico e personalizzato.

 

La diagnosi è solitamente radiologica (spesso di tratta di lesioni piccole), e la gestione è multidisciplinare coinvolgendo il senologo chirurgo, l’anatomo patologo, il radiologo specializzato, l’oncologo medico, gli esperti della farmacoprevenzione e talvolta il radioterapista. I medici della Medicina Nucleare hanno un ruolo fondamentale per la centratura delle lesioni mammarie non palpabili.


 

Carcinoma duttale e carcinoma lobulare

I tipi più frequenti di tumore al seno sono il carcinoma duttale (in particolare il carcinoma duttale infiltrante) e il carcinoma lobulare: si chiamano così perché derivano rispettivamente dai dotti e dai lobuli della mammella. Ne esistono altri tipi, meno frequenti, la cui definizione è importante ai fini della scelta terapeutica.

 

 

I sintomi più comuni del tumore al seno

Non si dovrebbe arrivare a scoprire un tumore al seno attraverso il sintomo. La diagnosi precoce ha il senso di individuare i guai prima ancora che si siano manifestati come sintomi. È il momento di rivolgersi al medico quando alla vista o al tatto siano presenti:

  • uno o più noduli della mammella – si intende per nodulo un indurimento circoscritto, una parte di consistenza diversa rispetto al resto del seno, palline vere e proprie fisse o mobili
  • protuberanze o ispessimenti della mammella o della zona ascellare
  • variazioni di forma o dimensioni della mammella
  • secrezione di liquido dal capezzolo – il liquido può uscire spontaneamente (macchie sul reggiseno o sui vestiti) oppure quando il capezzolo viene toccato o spremuto,e può avere colori diversi (bianco, trasparente, giallo,verdastro, rosso vivo, rosso scuro)
  • cambiamenti di aspetto della pelle, del capezzolo o dell’areola come infossamenti o retrazioni, gonfiori,arrossamenti, calore, screpolature.


Il dolore al seno non è di solito un sintomo di malattia: è meglio comunque riferirlo per ricevere rassicurazione.

Tumore al seno: fattori di rischio 

La predisposizione allo sviluppo del tumore mammario è associata ad alcuni fattori:

  • fattori genetici, relativamente rari, ma di particolare interesse
  • fattori epidemiologici, di importanza relativa: familiarità, età precoce alla prima mestruazione e l’età tardiva alla menopausa, nessuna gravidanza oppure prima gravidanza dopo i trenta anni di età, allattamento al seno scarso o assente, obesità e consumo di alcol.

 

Questi fattori di rischio, seppure importanti, non sono sufficienti per spiegare tutti i casi di malattia.

 

Il settanta per cento circa dei tumori al seno si verifica in donne per le quali non sono conosciuti particolari fattori di rischio: ecco perché è giusto e doveroso che tutte le donne siano informate sulla prevenzione prendendo così la decisione di adottarla con l’aiuto dei centri specializzati. I fattori di rischio non sono requisiti che possano influenzare a priori, allo stato attuale delle conoscenze, il ritmo e il tipo di diagnosi precoce, salvo nei casi di mutazione genetica. La prevenzione può salvare la vita a tutte le donne, a prescindere dai fattori di rischio.

 

 

Tumore al seno: l'importanza della prevenzione

Ama il tuo seno 

 

 

In IEOla prevenzione primaria del tumore al seno è promossa integrando differenti approcci. Alla prevenzione è dedicata un’area specifica dell’oncologia che studia e applica nuove strategie per individuare persone o gruppi familiari ad alto rischio (genetico, familiare, metabolico), persone con lesioni pretumorali e assistiti di IEO a rischio alto di sviluppare un secondo tumore. La personalizzazione dei controlli, la sorveglianza stretta di chi è a rischio alto fa parte delle attività cliniche di questa area specifica.

 

 

 

La prevenzione primaria può evitare la nascita e lo sviluppo di una malattia. Si fa prevenzione primaria quando si assume un comportamento (o una sostanza) in grado di ridurre il rischio di ammalarsi. La prevenzione primaria del tumore al seno si basa sullo stile di vita e – in fase ancora sperimentale – sull’assunzione di alcune sostanze nelle situazioni a rischio molto alto documentato da test genetico positivo. Lo stile di vita corretto prevede esercizio fisico costante e regolare almeno tre volte ogni settimana (60 minuti ogni sessione), astensione dal fumo e dal consumo di alcolici e alimentazione corretta.

 

La prevenzione secondaria è la diagnosi precoce. Scoprire un tumore quando è ancora in fase iniziale, di piccole dimensioni e ancora non è palpabile significa avere una probabilità alta di guarigione completa con cure di minima entità e minimo disagio, chirurgiche e farmacologiche. Nel caso di una diagnosi non precoce esistono comunque cure efficaci: un tumore iniziale ha una maggiore probabilità di guarigione completa e definitiva, ma con le cure e i controlli adeguati anche le persone con un tumore mammario più avanzato hanno buone probabilità di controllo della malattia a lungo termine.

 

 

Tumore al seno: come riconoscerlo

La diagnosi si basa su esami diagnostici e sulla visita senologica. Che si tratti di prevenzione (diagnosi precoce) o di controlli successivi a trattamenti già ricevuti per un tumore al seno, queste procedure rimangono fondamentali per tutte le donne.

 

 

La mammografia

La mammografia, cioè la radiografia della mammella, è utile per scoprire la presenza di noduli, microcalcificazioni o altri segni indiretti di un tumore. Si basa sui raggi X che, attraversando il seno, imprimono l’immagine su una lastra (o nel computer). La dose che si riceve da una mammografia non è dannosa per la salute. Si esegue a partire dai 40 anni, ogni anno o ogni due anni.

L'ecografia

L’ecografia impiega ultrasuoni per rilevare la presenza di un nodulo e ne studia la consistenza, solida o liquida, definendone la natura benigna, dubbia, maligna. L’ecografia è del tutto innocua dal punto di vista biologico, e viene eseguita ogni anno a partire dai 30 anni di età; si smette di effettuarla quando è il medico radiologo a suggerirlo.

La risonanza magnetica mammaria

La risonanza magnetica mammaria impiega un campo magnetico per creare l’immagine del tessuto con mammografia ed ecografia, oppure quando siano da visualizzare nel dettaglio protesi o immagini vicine a una cicatrice chirurgica. E’ indicata in caso di necessità oppure si programma nell’ambito della diagnosi precoce nelle donne che abbiano un rischio familiare alto oppure quando la struttura mammaria appare complessa alle altre indagini di visualizzazione.

L'agoaspirato

L’agoaspirato è un esame durante il quale si preleva con un ago sottile un campione di cellule da un nodulo mammario e si ottiene così un esame citologico. 

L'agobiopsia

L’agobiopsia è una tecnica che preleva un campione di tessuto da una zona o da un nodulo  ritenuto sospetto, potendo ottenere un esame istologico corredato da tutte le caratteristiche biologiche del tessuto maligno.

L'autopalpazione

L’autopalpazione non è uno strumento di diagnosi precoce e non basta per tenere sotto controllo la salute. L’adeguatezza nella diagnosi precoce si ottiene quando il tumore al seno è scoperto in fase non ancora palpabile (con gli esami diagnostici).

Il test genetico

Il test genetico è un esame del sangue che permette di verificare se vi sia mutazione in uno dei due geni noti per essere i più frequenti nell’aumentare molto il rischio di tumore al seno e o tumore dell’ovaio: si chiamano BRCA1 e BRCA2. Viene preceduto da una consulenza genetica che consiste in una discussione sulle conseguenze di un risultato positivo, negativo o incerto del test.

La visita senologica

La visita senologica completa gli esami diagnostici e conclude l’iter in previsione di ulteriori, futuri controlli (mammella sana) oppure delle cure necessarie (presenza di lesioni tumorali o sospette). Nel corso della visita si controllano gli esiti degli esami, si procede alla palpazione del seno e delle stazioni linfonodali ascellari e sovraclaveari, si prescrivono eventuali terapie utili a risolvere un dubbio o una certezza di malattia.

 

La mastectomia bilaterale preventiva non è considerata uno strumento di prevenzione standard: la base per la prevenzione efficace è la personalizzazione, nell’ambito della relazione tra la donna e i medici di riferimento è possibile giungere alla decisione di asportare entrambi i seni in casi di rischio molto elevato (test genetico positivo) ed esigenze particolari discusse di persona. La visita senologica si esegue presso l’ambulatorio della Divisione di Senologia o di uno dei senologi IEO.

 

 

Prevenzione nutrizionale del tumore al seno*

Sulla base di un’attenta valutazione dei risultati che la ricerca scientifica ci offre, è stato possibile individuare specifici fattori di rischio e fattori protettivi a carattere nutrizionale per specifici tumori. Gli esperti hanno classificato i risultati in quattro livelli: “evidenze convincenti”, “evidenze probabili”, “evidenze limitate” e in un ultimo livello che raccoglie gli effetti per i quali l’evidenza di associazione con il tumore è altamente “improbabile”. Le evidenze convincenti e probabili sono alla base delle raccomandazioni.

 

prevenzione tumore al seno

 

Riguardo al tumore del seno le bevande alcoliche hanno mostrato un’evidenza convincente nell’aumentarne il rischio di insorgenza sia in pre che in postmenopausa. Il sovrappeso e l’obesità sono stati individuati come fattori di rischio in particolare per l’insorgenza del tumore in postmenopausa mentre l’eccesso di grasso addominale ha mostrato un’evidenza probabile di aumento del rischio. Tra i fattori protettivi per l’insorgenza di questa patologia esistono evidenze convincenti legate al ruolo benefico dell’allattamento al seno mentre l’attività fisica previene il rischio di insorgenza in particolare in postmenopausa. 

 

Grazie al progetto SmartFood l’alimentazione sana basata sulle scoperte della scienza è spiegata e divulgata con eventi, pubblicazioni, corsi, consulenze personalizzate. In occasione dell'evento IEO per le Donne sono stati redatti 10 consigli "al femminile" utili per la salute!

 

 

*Questo materiale è stato tradotto e riadattato dal sito ufficiale del World Cancer Research Fund International: www.wcrf.org

 



 

Cure personalizzate per il trattamento del carcinoma mammario: l'eccellenza in IEO

La terapia del tumore al seno si basa sulla chirurgia associata, in modo personalizzato, a radioterapia e cure farmacologiche in base alla situazione specifica. Un elemento di eccellenza che caratterizza il Programma Seno di IEO è la conoscenza biologica esatta di ogni singolo tumore prima di intraprendere la terapia. La Senologia è una disciplina che unisce differenti competenze e specializzazioni che, insieme, determinano ogni decisione terapeutica e di approfondimento o controllo per ciascuna paziente.

 

Il momento cruciale nella personalizzazione della cura è la discussione multidisciplinare tra i componenti del Programma: ogni singolo caso è discusso nella sua specificità con le caratteristiche biologiche della malattia, le caratteristiche fisiche e di anamnesi familiare e personale e con le peculiari aspettative ed esigenze psicologiche.

 

La discussione avviene dopo l’intervento chirurgico nella maggioranza dei casi, oppure prima di ogni tipo di approccio terapeutico se il tumore ha un diametro o un’estensione locale che richieda di decidere tra una chirurgia primaria oppure secondaria a un trattamento farmacologico: per questo, ogni volta che il tumore mammario sia giudicato localmente esteso (per esempio se ha un diametro che eccede 2 cm), si procede a microbiopsia con successiva discussione collegiale per stabilire l’orientamento verso chirurgia oppure terapia farmacologica neoadiuvante.

 

gruppo donne

 

 

La conoscenza della biologia del tumore è cruciale perché ogni paziente riceva le indicazioni che con probabilità maggiore si dimostrino oncologicamente efficaci e poco lesive della qualità della vita.

 

La chirurgia senologica di IEO è la prima nel Mondo in termini di interventi effettuati ogni anno. Nel 70% dei casi si eseguono quadrantectomia o resezione parziale, cioè asportazione della lesione mammaria insieme a una certa quantità di tessuto sano circostante. Nel 30% dei casi si deve eseguire una mastectomia, cioè l’asportazione del seno, con la ricostruzione immediata grazie alle tecniche di chirurgia plastico-ricostruttiva.

 

 

 

ROLL 

Quando il tumore non è palpabile (microcalcificazioni o noduli molto piccoli) è necessario usare tecniche di localizzazione per evitare errori e asportazioni non necessarie di tessuto sano: la ROLL (radioguided occult lesion localization – localizzazione radioguidata di lesioni occulte), inventata proprio in IEO, è la tecnica più usata in tutto il Mondo con i migliori risultati, ma è possibile optare per il repere cutaneo cioè un disegno sulla pelle in corrispondenza della parte da operare.

 

 

Cure radioterapiche e mastectomia per il tumore al seno

Quando è necessaria la mastectomia, IEO garantisce nella maggioranza dei casi la ricostruzione immediata con tecniche che dipendono dalla singola situazione: la cooperazione tra senologi e chirurghi plastico-ricostruttivi consente di ottenere la migliore estetica dopo un intervento al seno. 

 

L’intervento mammario conservativo e, più raramente, la mastectomia possono essere seguiti da radioterapia

 

 

La radioterapia

La radioterapia sul seno operato è una procedura normale nel caso di quadrantectomia o resezione parziale per tumore: si definisce “complementare” perché completa la chirurgia conservativa e riduce il rischio di recidiva di malattia. Può essere prescritta dopo la chirurgia in alcune situazioni particolari quando si renda necessario trattare la parete toracica e/o i linfonodi. L’uso della radioterapia è previsto nella malattia metastatica in sedi che rispondano bene alle cure con radiazioni ionizzanti (come le ossa).

La radioterapia intraoperatoria

La radioterapia intraoperatoria è uno dei simboli dell’eccellenza IEO nella cura del tumore al seno. Grazie agli studi effettuati in IEO può essere eseguita nel corso di un intervento di quadrantectomia in dose unica di 21 Gy che sostituisce completamente il corso di radioterapia esterna successivo oppure in dose di 12 Gy come boost anticipato seguito da un corso più breve di radioterapia esterna. La radioterapia intraoperatoria è usata in alcuni casi di mastectomia nipple-sparing per irradiare il complesso areola-capezzolo mantenuto in sede.

La mastectomia nipple-sparing

La mastectomia “nipple-sparing” è una tecnica chirurgica messa a punto dal nostro Istituto più di 10 anni fa (risalgono al 2002 i primi interventi). Questo intervento permette di rimuovere la ghiandola mammaria conservando interamente l’involucro esterno (cute e capezzolo) e preservare al massimo l’integrità dell’immagine femminile. La ricostruzione mammaria avviene contestualmente alla mastectomia, generalmente con protesi (espansore o protesi definitiva). Nel corso degli anni la tecnica si è costantemente perfezionata. Il tessuto retroareolare si asporta in modo completo e radicale e grazie all’affinamento della tecnica chirurgica il rischio di complicanze, in particolare la necrosi del capezzolo, è molto contenuto e in continua riduzione. Si esegue sempre un esame istologico intra-operatorio del tessuto immediatamente sotto il capezzolo per garantire la massima radicalità oncologica. In caso di positività istologica per neoplasia in situ o carcinoma il complesso areola-capezzolo deve essere rimosso. Qualora emergessero nuovi elementi all’esame istologico definitivo, con il consulto multidisciplinare si valuta la necessità di eseguire un’irradiazione postoperatoria limitata al complesso areola-capezzolo oppure estesa all’intera regione mammaria e/o linfonodale regionale.


Cure farmacologiche per il tumore al seno

Le cure farmacologiche, cioè chemioterapia e/o terapia endocrina e/o con farmaci cosiddetti recettoriali, dipendono dall’esame istologico relativo all’intervento chirurgico. 

 

La chemioterapia

La chemioterapia ha farmaci e schemi variabili in base alle caratteristiche della persona e del tumore ed è prescritta a titolo precauzionale quando i fattori di rischio suggeriscano una copertura maggiore oppure nei casi di tumore al seno non sensibile agli ormoni estrogeni e al progesterone. La chemioterapia può essere prescritta o meno insieme alla terapia endocrina o a farmaci recettoriali.

La terapia endocrina

La terapia endocrina si basa su farmaci che riducono l’attività degli ormoni estrogeni e del progesterone, è prescritta quando il tumore al seno sia sensibile a questi ormoni che quindi vanno bloccati per un certo periodo di tempo. Esistono differenti farmaci e la loro prescrizione dipende dalla singola situazione.

I farmaci recettoriali

I farmaci recettoriali sono molto specifici e la loro efficacia è legata ad alcuni dettagli dell’esame istologico valutati dagli oncologi.

logo women

 

 

 

 

 

Dall’esperienza di Senologia e Ginecologia IEO nasce IEO Women’s Cancer Center, un centro multidisciplinare e multifunzionale con tanti servizi a misura di donna

 

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IEO per le DonneIEO per le Donne

 

Nato da un’idea del Prof. Umberto Veronesi, “IEO per le Donne” è un evento istituzionale unico nel suo genere che viene organizzato ogni anno: è l’incontro di donne che hanno vissuto l’esperienza del tumore del seno all’Istituto Europeo di Oncologia, pazienti ed ex pazienti che si trovano assieme per raccontarsi.

 

 



  • valuta il tuo rischio di tumore al seno

    Il primo passo per un adeguato programma di prevenzione è valutare il profilo di rischio e le probabilità che una persona ha di sviluppare un tumore mammario. È ormai dimostrato che il rischio di sviluppare la malattia sia diverso per ogni donna e ciò possa essere evidenziato da un’approfondita valutazione delle caratteristiche personali, familiari e biologiche.

     

    Valutazione di rischio individuale di tumore al seno

    Nel dettaglio, non è più sufficiente parlare di “rischio” riferito alla popolazione generale ma è opportuna invece la valutazione di un "rischio individuale" e per fare questo è necessaria una scrupolosa raccolta e analisi delle caratteristiche (1) personali, (2) familiari e (3) biologiche della persona.

     

    1. Caratteristiche individuali: età, storia clinica, età alla prima mestruazione e alla menopausa, gravidanza, allattamento, terapie ormonali pregresse o in atto, caratteristiche fisiche (altezza, peso, indice di massa corporea, obesità e sovrappeso, eventuale presenza di sindrome metabolica), stile di vita (alimentazione, attività fisica, fumo, alcool).
    2. Caratteristiche familiari: presenza o meno di patologie tumorali nella famiglia (soprattutto presenza di tumori del seno e/o dell’ovaio nei parenti di 1° e 2° grado). Vi è la possibilità - mediante la compilazione (nei casi adeguati) di un questionario di familiarità e la costruzione di un albero genealogico familiare - di calcolare il rischio all’interno di una famiglia e iniziare un percorso di “counseling genetico” che potrà in alcuni casi portare all’esecuzione di un test genetico per la ricerca di eventuali mutazioni (es. BRCA 1-2) oppure a una serie di consigli diagnostici e terapeutici da adottare in caso di probabilità elevata di mutazione.
    3. Caratteristiche biologiche: come la presenza di atipie cellulari o altri tipi di precancerosi, eventualmente riscontrate in esami precedenti (biopsie, ago-aspirati e/o interventi) o attraverso indagini strumentali di recente introduzione come il LAVAGGIO DEI DOTTI GALATTOFORI e/o l’HALO BREAST TEST per le secrezioni mammarie.(1)

     

    L’analisi di queste informazioni rende possibile evidenziare il profilo di rischio individuale di ogni paziente e costruire di conseguenza un PROGRAMMA DI SORVEGLIANZA CLINICO-STRUMENTALE PERSONALIZZATO, con particolare attenzione alla scelta degli esami, alla frequenza con cui farli e all’età nella quale iniziare a eseguirli. In casi selezionati la valutazione del rischio individuale potrà consigliare anche un programma di assunzione farmacologica a scopo preventivo oppure la partecipazione a uno studio clinico di farmaco-prevenzione.(2)

     

    (1) La comprensione dei meccanismi biologici e molecolari che conducono al tumore ha ormai chiarito che esso non è altro che il risultato finale di una serie di processi biologici, chiamati cancerogenesi, che pure necessitando di molto tempo per esitare in una neoplasia, non sono riscontrabili dalle normali tecniche diagnostiche fino a che questo processo non è giunto a uno stadio piuttosto avanzato. Ecco quindi che negli ultimi anni molta attenzione è stata rivolta allo studio di sistemi efficaci per l’identificazione delle cosiddette lesioni precancerose o neoplasie intraepiteliali (IEN), quindi alla possibilità di intervenire sulle stesse interrompendo la sequenza patologica.

    Tra le varie tecniche, una usata negli ultimi anni per l’identificazione delle lesioni precancerose è il lavaggio dei dotti galattofori del seno, poco invasivo e senza rischi per la paziente, che permette, attraverso l’iniezione e il recupero di soluzione fisiologica nei dotti mammari, di reperire materiale cellulare per lo studio delle condizioni pre-tumorali. Un'altra tecnica di più recente utilizzo è l’HALO BREAST TEST, sicura e poco invasiva. Essa simula l’azione di un tiralatte e permette di stimolare e raccogliere eventuali secrezioni mammarie ricche di materiale cellulare idoneo per le analisi citologiche descritte in precedenza e potenzialmente utili per la stima del rischio personale.

     

    (2)  Come si evince dal nome, la farmaco-prevenzione è definita come un intervento farmacologico atto a interrompere, nei soggetti a rischio, la sequenza biologica che porta alla formazione di un tumore. Molti sono i farmaci che in questi anni sono stati studiati e utilizzati. Tra i più comuni ci sono alcuni modulatori selettivi dei recettori ormonali (SERM) come il Tamoxifene e il Raloxifene, che  possono essere usati in trattamenti personalizzati. Molti altri farmaci sembrano essere estremamente promettenti in campo preventivo e sono attualmente in studio. Tra i più noti gli inibitori dell’aromatasi, alcuni bifosfonati (utilizzati solitamente per l’osteoporosi), la metformina (farmaco antidiabetico), l’aspirina, la vitamina D e i retinoidi. Di solito l’assunzione di un trattamento farmacologico a scopo preventivo avviene all’interno di uno studio clinico dopo il vaglio di un comitato etico che ne assicura la sicurezza e l’eticità

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