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Effetti collaterali

Prima di ricevere un trattamento chemioterapico, ricevi dal medico e dall’infermiere di riferimento le informazioni sui potenziali effetti collaterali dei farmaci chemioterapici.

Gli effetti collaterali sono dovuti al fatto che gli agenti chemioterapici agiscono anche sulle cellule non malate. Le cellule dell’organismo più facilmente interessate sono quelle del midollo emopoietico, del tratto gastrointestinale, dell’apparato riproduttivo e i follicoli del cuoio capelluto. Importante è però ricordare che:

 

  • Gli effetti collaterali correlati ai farmaci chemioterapici sono comunque POTENZIALI ovvero non è detto che debbano per forza manifestarsi.
  • Solo pochissimi pazienti hanno realmente tutti gli effetti collaterali elencati e spiegati dal medico e dall’infermiere.
  • Molti pazienti non hanno disturbi dopo la chemioterapia.
  • Ogni persona è differente e può avere una tolleranza diversa alla chemioterapia.
  • Ogni effetto collaterale può essere controllato e superato da specifici e mirati trattamenti. La ricerca garantisce un’adeguata terapia di supporto per ottenere una regressione rapida degli effetti collaterali della chemioterapia o addirittura per prevenire alcuni effetti collaterali. 

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  • Effetti sul midollo emopoietico

    I farmaci chemioterapici possono ridurre i valori dell’emoglobina, dei globuli bianchi e delle piastrine per una tossicità temporanea sul midollo emopoietico. Per questo motivo prima di ogni ciclo di chemioterapia è necessario effettuare un esame del sangue per verificare i valori di emoglobina, globuli bianchi e piastrine per la conferma dell’avvenuto recupero. In genere la tossicità ematologica si risolve prima della successiva somministrazione del trattamento chemioterapico.

     

    Effetti sui globuli rossi

    I globuli rossi sono le cellule prodotte dal midollo emopoietico deputate al trasporto delle molecole di ossigeno nel nostro organismo. Quando la conta dei globuli rossi e – quindi - indirettamente i valori di emoglobina si abbassano si parla di anemia indotta dai chemioterapici. L’anemia può determinare, in base al grado, stanchezza, difficoltà a respirare dopo sforzo, capogiri. Può essere qualche volta necessario incrementare l’apporto di ferro nella dieta e in alcune situazioni effettuare una trasfusione di sangue.

     

    Effetti sui globuli bianchi

    I globuli bianchi sono le cellule prodotte dal midollo emopoietico deputate ai meccanismi di difesa del nostro corpo contro le infezioni. Se si riscontra un abbassamento dei globuli bianchi di una certa entità il medico consiglierà un periodo, di durata limitata e definita, in cui sarà necessario evitare il contatto con persone potenzialmente infette e la frequentazione di luoghi sovraffollati. I seguenti strumenti possono essere utili per ridurre il rischio di contrarre infezione:

    1. Lavarsi le mani frequentemente
    2. Evitare l’uso di spazzolini a setole dure o filo interdentale
    3. Radersi con un rasoio elettrico
    4. Evitare tagli cutanei. Qualora capitasse dovrai disinfettare la zona immediatamente

     

    Effetti sulle piastrine

    Le piastrine sono le cellule prodotte dal midollo emopoietico coinvolte nel processo che blocca un eventuale sanguinamento. Se la conta delle piastrine è significativamente bassa potrebbe esserci una maggiore facilità a epistassi ed ematomi. E’ molto importante evitare traumi e contusioni anche banali nei giorni in cui i valori delle piastrine sono bassi. Massima cautela e precauzione devono essere adottate durante l’igiene del cavo orale. Occorre evitare di assumere farmaci come FANS (es. brufen, nimesulide, ketorolac), acido acetilsalicilico, anticoagulanti nel periodo in cui la conta piastrinica è bassa, salvo diverse indicazioni del tuo oncologo. Inoltre, prima di sottoporsi a qualsiasi procedura odontoiatrica o chirurgica occorre chiedere il benestare dell’oncologo referente.

  • Effetti sul tratto digestivo

    Irritazione/ infiammazione delle mucose (mucosite)

    Alcuni farmaci chemioterapici possono causare secchezza delle fauci o arrossamento delle mucose del cavo orale e del tratto gastroesofageo associato a bruciore e qualche volta dolore. Esistono efficaci rimedi farmacologici, che saranno spiegati e discussi al momento dell’avvio della terapia e indicati anche per iscritto per trattare i sintomi. Esistono misure di prevenzione.

    1. Mantenere un’adeguata igiene del cavo orale dopo ogni pasto, usando colluttori senza alcool oppure acqua e bicarbonato di soda dopo il lavaggio dei denti con uno spazzolino a setole morbide. La soluzione ovviamente non dovrà essere ingerita.
    2. Usare un balsamo per le labbra in modo da garantire un’adeguata idratazione.

     

    Inoltre qualche consiglio alimentare per prevenire la “Secchezza delle mucose”:

    • mangiare poco, ma spesso (ogni 2-3 ore);
    • consumare frullati, omogeneizzati o cibi tagliati finemente, amalgamati a sughi o salse non piccanti;
    • consumare il pane privato della crosta;
    • bere a sorsi frequentemente (le bibite gasate possono risultare più rinfrescanti). Succhiare cubetti di ghiaccio o ghiaccioli alla frutta;
    • utilizzare cibi nutrienti e morbidi come budini al latte/crema, crepes, soufflé, uova strapazzate con panna o pomodoro, sformati di carne con besciamella, polpettoni farciti, polenta.

    Relativamente all'“Infiammazione delle mucose”:

    • bere molto (se i succhi danno bruciore, bere succo di mela o nettare di pesca/pera);
    • consumare cibi basici, come le patate o il latte (evitando alimenti di gusto aspro e/o acido), ben amalgamati ai condimenti (besciamella, panna, burro);
    • i cibi e le bevande freschi possono dare sollievo alla bocca infiammata (tritare del ghiaccio da aggiungere alle bevande, consumare gelati o gelatine morbide al latte o alla frutta);
    • si consiglia di evitare alcolici e alimenti salati e/o speziati perché potrebbero dare bruciore, evitare alimenti duri (crostini/toast) che potrebbero graffiare la mucosa già infiammata. E’ consigliato bere con la cannuccia.

     

    Alterazione del gusto e dell’odorato

    Alcuni farmaci chemioterapici possono causare un’alterazione del gusto e/o dell’odorato. Adotta i seguenti accorgimenti per il trattamento di questi disturbi. 

    • Consumare cibi gradevoli al gusto, con aggiunta di spezie (se non presente infiammazione) ed erbe aromatiche (rosmarino, basilico, menta ecc) per esaltare o modificare il sapore sgradevole;
    • se il gusto della carne risulta alterato, marinarla nel vino con il ginepro o altri aromi, condirla con salse forti come quella agrodolce o al curry oppure con un pizzico di peperoncino;
    • in alternativa sostituire la carne con alimenti proteici quali pesce, uova, formaggi o legumi;
    • se l’acqua ha un sapore spiacevole, provare qualità leggermente più mineralizzate, bere succhi di frutta o bevande gasate fredde.
    • Se gli odori danno fastidio, è utile consumare gli alimenti a temperatura ambiente, accendere un ventilatore in cucina durante la preparazione, coprire gli alimenti durante la cottura, cucinare all'aperto quando la stagione lo permette e non sostare nei locali in cui sono preparate le pietanze per evitare odori sgradevoli; può essere consigliato assumere il pasto in un locale diverso dalla cucina, aerando la zona prima del consumo.

    Si ricorda di limitare l’uso di spezie o salse piccanti se presente anche infiammazione delle mucose.

     

     

    Nausea e vomito

    Qualche volta i chemioterapici possono provocare nausea e/o vomito. Il tuo oncologo ti prescriverà farmaci prima della somministrazione della chemioterapia per la prevenzione della nausea e del vomito. Adotta i seguenti accorgimenti per controllare la nausea:

    1. Chiedere aiuto nella preparazione del pasto e non soggiornare in cucina perché gli odori possono aumentare il senso di nausea;
    2. provare ad assumere alimenti di facile digestione come cracker, fette biscottate, biscotti secchi, pane tostato;
    3. alcuni alimenti come carne o pollame potrebbero essere più digeribili se assunti freddi o a temperatura ambiente: gli alimenti caldi possono aumentare la nausea;
    4. Evitare i cibi ricchi in grasso, molto dolci come torte elaborate, alimenti piccanti ed evitare i forti odori;
    5. mangiare frequentemente piccole quantità di cibo;
    6. mangiare prima che arrivi la sensazione di fame perché quest’ultima può aumentare la nausea;
    7. bere pochi liquidi durante il pasto. bere un’ora prima e/o dopo aver mangiato, tra un pasto e l’altro bere bibite leggermente gasate come ginger, cola, e similari;

    Per controllare il vomito:

    1. Non mangiare o bere qualcosa fino a quando non si ha il vomito sotto controllo. Successivamente provare con piccole quantità di liquidi , come acqua o succo di mela.
    2. Iniziare con 1 cucchiaino ogni 10 minuti, aumentando gradualmente la quantità a 1 cucchiaio ogni 20 minuti. Infine, provare con 2 cucchiai ogni 30 minuti;
    3. quando si è in grado di ingerire e non vomitare i liquidi, introdurre una dieta con liquidi più corposi (succo di frutta, semolino o crema di riso morbidi) o morbida (purè di patate, formaggio morbido). Successivamente, riprendere le normali abitudini alimentari.

     

    Perdita di appetito

    A volte può succedere che il trattamento chemioterapico riduca l’appetito. E’ molto importante variare spesso i cibi e sperimentare nuovi alimenti. In ogni caso potrai ricevere dal tuo oncologo e dal tuo infermiere di riferimento consigli utili per evitare o risolvere questo problema. Una dietista/nutrizionista è a tua disposizione qualora la perdita di appetito si accompagnasse a una riduzione di peso. Ricordati che:

    • è utile provare a fare pasti piccoli e frequenti piuttosto che consumare un minor numero di pasti più abbondanti: questo può esser più facile in modo da sentirsi meno pieni durante la giornata;
    • è utile tenere degli spuntini a portata di mano in modo da avere a disposizione qualche alimento ogni volta che ne si ha voglia: biscotti, cracker, budini, barrette ai cereali, succhi di frutta.

     

    Stipsi

    La stipsi è un effetto collaterale frequente dei trattamenti chemioterapici, ma anche dei farmaci che il tuo oncologo prescrive prima della somministrazione dei chemioterapici per prevenire la nausea e/o il vomito. Anche alcuni farmaci antidolorifici possono favorire l’insorgenza di questi disturbi.

    In ogni caso il tuo oncologo e il tuo infermiere di riferimento saranno in grado di trovare insieme a te i rimedi più adeguati per controllare questo sintomo.

    I seguenti suggerimenti possono essere utili per aiutarti a prevenire la stipsi.

     

    • Inserire una maggiore quantità di fibre nella dieta, consumando alimenti che ne sono ricchi come cereali integrali, pane integrale, legumi, frutta e verdura fresche con buccia;
    • cercare di bere una quantità adeguata di liquidi (se non hai restrizioni dietetiche idriche da parte del tuo oncologo, almeno 1.5 l/die) assumendo acqua, tè, tisane, succhi, centrifugati di frutta e verdura;
    • fare movimento, se possibile, come fare esercizi o camminare;
    • Se la stipsi dura da più di tre giorni seguire quanto in genere è prescritto dall’oncologo (impiego di specifici lassativi).

    Non trascurare la stipsi: potrebbe peggiorare la nausea.

     

    Diarrea

    Se hai diarrea da più di 24 ore o dolori crampiformi allo stomaco e addominali informa immediatamente il tuo oncologo che prescriverà farmaci specifici per interrompere rapidamente il disturbo. Ricordati di mantenere la zona rettale pulita e asciugare bene, gentilmente, l’area dopo ogni scarica diarroica e informare l’oncologo se la diarrea dura più di 24 ore.

     

    I seguenti suggerimenti ti aiuteranno comunque a evitare un peggioramento della diarrea.

    1. Mantenere la zona rettale pulita e asciugare bene, gentilmente, l’area dopo ogni scarica diarroica.

    2. Informare l’oncologo se la diarrea dura più di 24 ore.

    3. Finché persiste la diarrea è utile ridurre il consumo di fibra alimentare presente nella frutta fresca (è possibile consumare banana o mela grattugiata), frutta secca, verdura, legumi e cereali integrali;
    4. evitare cibi che possono incrementare la formazione di gas intestinali come broccoli, cavoli, legumi, patate dolci, bevande zuccherine;
    5. evitare alimenti contenenti lattosio (latte e latticini);
    6. bere abbondantemente durante la giornata per reintegrare i liquidi persi, evitando alcolici e caffè. Provare a bere liquidi lontano dai pasti;
    7. preferire cibo a temperatura ambiente e non caldo, in piccole quantità e frequentemente, rilassandosi mentre si mangia.
  • Effetti sul sistema riproduttivo

    Molti farmaci chemioterapici hanno alcuni effetti sul sistema riproduttivo maschile e/o femminile.

     

    Per le donne alcuni chemioterapici possono influenzare le caratteristiche del ciclo mestruale rendendolo irregolare sia in termini di durata sia in termini di quantità del flusso oppure determinate una sospensione del ciclo, inducendo indirettamente sintomi correlati alla menopausa. In ogni caso, anche quando il ciclo mestruale non si presenta, una gravidanza resta possibile. In corso di trattamento chemioterapico la gravidanza è controindicata e i rapporti sessuali devono essere protetti. Il feto potrebbe subire malformazioni conseguenti alla chemioterapia, ecco perché una gravidanza durante chemioterapia è controindicata. In ogni caso potrai ampiamente discutere questi aspetti con il tuo oncologo di riferimento e con il personale dedicato che IEO mette a disposizione.

     

    Per gli uomini, alcuni agenti chemioterapici potranno ridurre la conta degli spermatozoi. Parla liberamente con il tuo oncologo. In ogni caso in corso di chemioterapia si sconsiglia di avere rapporti non protetti perché non c’è una completa garanzia che non ci siano danni sul feto da parte degli agenti chemioterapici. Dopo il trattamento chemioterapico la conta degli spermatozoi dovrebbe tornare nella norma, se era normale prima della chemioterapia. La pianificazione familiare potrà essere discussa con il proprio oncologo e anche i metodi contraccettivi più sicuri.

  • Effetti sui capelli

    Alcuni farmaci chemioterapici possono causare indebolimento, diradamento o la completa perdita dei capelli. Anche in altre parti del corpo ci può essere la caduta dei peli. La caduta dei capelli in genere (se avviene) si verifica entro i 21 giorni successivi alla somministrazione dei chemioterapici. In ogni caso il tuo infermiere di riferimento e il tuo oncologo ti aiuteranno ad affrontare tale cambiamento. Dovesse essere necessario o utile l’uso di una parrucca, il tuo infermiere di riferimento fornirà le informazioni utili e valuterete insieme se scegliere tale soluzione prima o durante la chemioterapia.

     

    È difficile accettare la caduta dei capelli e ci sarà comunque uno stato emotivo difficile nel momento in cui i capelli cadranno. Potresti sentirti nervoso/a o depresso/a. Queste reazioni emotive sono normali e si riescono a superare. Ricorda tra l’altro che, quando avrai finito il programma di chemioterapia, i tuoi capelli ricresceranno. È possibile nei primi mesi che i “nuovi” capelli siano più robusti e/o di un colore lievemente diverso.

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