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Tumore del polmone: cambia il paradigma di trattamento, aumenta la curabilità

Pubblicato il: 19 gennaio 2018, ComunicatoStampa

In IEO il primo intervento di chirurgia mininvasiva robotica su un tumore polmonare considerato prima inoperabile.

All’Istituto Europeo di Oncologia è stata effettuata, dall’équipe di Chirurgia Toracica guidata dal Prof. Lorenzo Spaggiari, Direttore del Programma Polmone, la prima rimozione di tumore al polmone con chirurgia mininvasiva robotica su un paziente gravemente obeso affetto da una neoplasia considerata inizialmente inoperabile. A distanza di sessanta giorni dall’operazione, il paziente è in buone condizioni.


Dopo un trattamento importante pre-operatorio con chemioterapia, il paziente è stato sottoposto ad intervento chirurgico resettivo di lobectomia e toracectomia con interessamento vascolare, eseguito con robot. L’intervento potrebbe rappresentare una svolta verso un futuro nella cura del cancro al polmone, perchè la nuova combinazione tra chirurgia e farmaci potrebbe essere decisiva nella riduzione della mortalità per questo tipo di neoplasia.


«Questo intervento non è un unicum -commenta Spaggiari- ma è un’anticipazione del futuro dei prossimi dieci anni della chirurgia oncologica toracica. I risultati straordinari dell’immunoterapia e delle terapie biologiche sul tumore del polmone, fa sì infatti che si presentino al chirurgo toracico sempre più casi di carcinomi localmente avanzati o oligometastatici (con una o poche metastasi), che le terapie mediche hanno tenuto sotto controllo o hanno fatto regredire fino a raggiungere una dimensione che permette l’intervento chirurgico. Il chirurgo interverrà dunque sempre più frequentemente su questi tumori, a cui applicherà il know-how di chirurgia minivasiva robotica che ha sviluppato nei tumori iniziali, aumentando in modo significativo le chances di sopravvivenza e di qualità di vita del paziente».


Filippo de Marinis, che dirige l’Oncologia Toracica ed è il Vice Direttore del Programma Polmone IEO, conferma: «Nello stadio IV (non operabile) le nuove terapie per le mutazioni dei geni EGFR ed ALK e soprattutto la immunoterapia con inibitori di PD 1/PDL1 stanno producendo risultati non immaginabili con la storica chemio».


Il tumore polmonare è la neoplasia a maggior incidenza e a maggior letalità in entrambi i sessi valutati complessivamente. E’ in crescita costante ed inoltre non decolla la diagnosi precoce. Da qui l’aumento di casi localmente avanzati, che fino a ieri venivano trattati solo con terapie palliative, mentre oggi vengono curati con farmaci biologici.


«Entro il 2028 – conclude Spaggiari – credo che il cambio di paradigma del trattamento del tumore del polmone diventerà standard. Ma non dovremo aspettare dieci anni per vedere una riduzione di mortalità. I primi risultati sono già sotto i nostri occhi, come testimonia il nostro primo paziente».

 

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