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Tumori dell'intestino

Nelle ultime due decadi si è assistito a un progressivo aumento dell'insorgenza di tumori al colon-retto, cui però ha fatto seguito un miglioramento della sopravvivenza globale grazie alle diagnosi precoci e alla maggiore efficacia delle terapie. Le sedi più colpite sono il retto (40%) e il sigma (25%), senza però che alcuna parte del grosso intestino sia risparmiata.

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Il tumore del colon-retto è molto diffuso nei paesi industrializzati dell’Occidente dove occupa il terzo posto per incidenza e mortalità tumorale, preceduto dal tumore polmonare e da quello mammario. Mentre il cancro del colon colpisce indifferentemente entrambi i sessi, quello del retto sembra più frequente nel sesso maschile con un rapporto maschi : femmine di circa 2 : 1. La diagnosi precoce è molto importante: la sopravvivenza a 5 anni è del 75-90% negli stadi iniziali e scende a meno del 10% nelle forme avanzate.

 


Sintomi del tumore del colon-retto

 

I sintomi sono variabili e condizionati da diversi fattori quali la sede del tumore, la sua estensione e la presenza o assenza di ostruzioni o emorragie, e includono irregolarità intestinali, perdita di sangue con le feci, dolore addominale, anemia, perdita di peso involontaria e stanchezza.

 

 

Prevenzione e diagnosi precoce del tumore del colon-retto

Poiché la maggioranza dei tumori del colon-retto deriva dalla trasformazione in senso maligno di polipi, ovvero di piccoli rialzi mucosi di per sé benigni dovuti al proliferare delle cellule della mucosa intestinale, una rimozione dei polipi benigni costituisce un'efficace prevenzione. Non tutti i polipi sono a rischio di malignità: solo i polipi adenomatosi si considerano reali precancerosi, pertanto è necessario che le valutazioni di diagnosi endoscopica e istologica di lesioni pre-tumorali siano effettuate in Centri attrezzati e a elevato volume di casi.

 

Le moderne tecniche endoscopiche sono in grado di curare le forme pre-cancerose e molti tipi di tumore iniziale; la chirurgia ha un ruolo fondamentale nella possibilità di guarire questo tumore in fase localizzata. Sempre più spesso l’integrazione della chirurgia con la chemioterapia, la radioterapia e le terapie biologiche di recente introduzione consente di guarire molti pazienti che fino a pochi anni fa avevano una prognosi sfavorevole, compresi alcuni con malattia avanzata.

 

La diagnosi si basa inizialmente sull'esame clinico, che consiste nella palpazione dell'addome alla ricerca di eventuali masse e nell'esplorazione rettale (circa il 70% dei tumori del retto si può scoprire con questa manovra). La conferma del sospetto si fonda sull’esecuzione di una colonscopia e sulla biopsia.

 

 

Come curare il tumore del colon-retto

La chirurgia - integrata con le cure di tipo medico - è il principale strumento terapeutico nelle forme localizzate della malattia, mentre le cure di tipo medico - integrate con la chirurgia, radiologia interventistica e radioterapia - sono uno strumento di cura importante nelle forme avanzate. La terapia endoscopica, con asportazione del polipo in corso di retto-colonscopia, è un trattamento efficace e sostituisce la chirurgia nelle forme molto iniziali e in quelle pre-tumorali.

 

 

È fondamentale che la cura chirurgica e integrata medico-chirurgica avvenga all’interno di Centri con un documentato, elevato numero di pazienti trattati ogni anno, nei quali sia presente un’ottimale e costante integrazione tra i diversi gruppi di specialisti coinvolti nel percorso di diagnosi e cura. In IEO tutte queste competenze sono presenti dalla sua fondazione: i dati del Ministero della Salute (AGENAS 2013) collocano IEO fra i primi Centri nazionali e ai vertici in Lombardia per numero di pazienti trattati annualmente per tumore colo-rettale, con un’elevata quota di interventi eseguiti con tecnica mini-invasiva laparoscopica o robotica.



Cause del tumore del colon-retto

Sono molte le cause che concorrono a determinare questo tumore: solo alcune di esse sono conosciute e hanno dato luogo a procedure appropriate di prevenzione.

 

  • Fattori genetici: è possibile ereditare il rischio di ammalarsi di tumore del colon-retto. Ciò accade se nella famiglia d'origine ci sono stati ripetuti casi di questo tumore (e specialmente se a essere colpiti sono stati soggetti sotto i 50 anni)  oppure se  si sono manifestate malattie ereditarie che predispongono a questo tumore (sono da segnalare le poliposi adenomatose ereditarie e la carcinosi ereditaria del colon-retto su base non poliposica, detta anche HNPCC o sindrome di Lynch). Si stima che il rischio aumenti di 2-4 volte nei parenti di primo grado di una persona affetta da cancro o da polipi del grosso intestino. In pazienti con un documentato rischio genetico è raccomandata la colonscopia totale come esame di screening. In IEO sono attivi programmi di genetica e prevenzione oncologica per la diagnosi di queste condizioni e la prevenzione di molti tumori eredo-familiari.
  • Fattori nutrizionali e stili di vita: molti studi dimostrano che una dieta ad alto contenuto di calorie, ricca di proteine e grassi animali e povera di fibre è associata a un aumento dei tumori intestinali. Viceversa, diete ricche di fibre (caratterizzate da un alto consumo di frutta e vegetali) sembrano avere un ruolo protettivo. L’adozione della cosiddetta “dieta mediterranea” - a elevato contenuto di vitamine, fibre e fattori antiossidanti – è uno strumento di prevenzione, così come il controllo del sovrappeso e lo svolgimento di attività fisico-sportiva moderata (bastano 20 minuti al giorno di camminata a passo spedito per ridurre significativamente il rischio).  Anche l’astensione dal fumo ed evitare l’abuso di alcool hanno un impatto favorevole. 
  • Fattori non ereditari: sono importanti le malattie infiammatorie croniche intestinali (tra le quali la rettocolite ulcerosa e il morbo di Chron), una storia clinica passata di polipi del colon o di un pregresso tumore del colon-retto. Non va dimenticata l'età: l'incidenza è 10 volte superiore tra le persone di età compresa tra i 60 e i 64 anni rispetto a coloro che ne hanno 40-44.

 

La ricerca del sangue occulto nelle feci è lo strumento di screening più utilizzato: si esegue a partire dai 50 anni circa con cadenza annuale. Grazie alla buona specificità e sensibilità dei test immunologici di nuova generazione, il test è in grado di diagnosticare tumori prima che divengano sintomatici. In caso di positività del test fecale deve essere eseguita una colonscopia. La colonscopia è indicata come primo test di diagnosi precoce nei soggetti con fattori di rischio documentati (familiarità, pregressi polipi o tumori intestinali, coliti idiopatiche). 

 


Prevenzione nutrizionale per il tumore del colon-retto

prevenzione colon retto

Sulla base di un’attenta valutazione dei risultati che la ricerca scientifica oggi ci offre, è stato possibile individuare specifici fattori di rischio e fattori protettivi a carattere nutrizionale  per specifici tipi di tumore. Gli esperti hanno classificato i risultati in quattro livelli: “evidenze convincenti”, “evidenze probabili”, “evidenze limitate” e in un ultimo livello che raccoglie gli effetti per i quali l’evidenza di associazione con il tumore è altamente “improbabile”. Le evidenze convincenti e probabili sono alla base delle raccomandazioni.

Scopri le infografiche legate al tema della prevenzione del tumore del colon.

Riguardo al tumore del colon secondo il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro i fattori di rischio nutrizionali convincenti nell’aumentarne il rischio sono diversi:

  • carne rossa (evidenza convincente) 
  • carni lavorate e conservate (evidenza convincente) 
  • bevande alcoliche (evidenza convincente per l’uomo) 
  • bevande alcoliche (evidenza probabile per la donna) 
  • sovrappeso e obesità (evidenza convincente) 
  • grasso addominale (evidenza convincente) 

 

fattori protettivi che hanno mostrato un’evidenza convincente nell’abbassare il rischio di questa patologia sono l’attività fisica regolare e il consumo di alimenti ricchi di fibra alimentare come cereali integrali, legumi, verdura e frutta. Il consumo di aglio e di latte hanno mostrato un’evidenza probabile nella prevenzione di questo tipo di tumore.

 

 

 

Questo materiale è stato tradotto e riadattato dal sito ufficiale del World Cancer Research Fund International: www.wcrf.org

La terapia di scelta per la cura di questo tumore è la chirurgia, indicata in tutte le forme localizzate della malattia: nella maggioranza dei pazienti si avvale di un ampio ricorso alle tecniche mini-invasive (laparoscopia e robotica) con un vantaggio sensibile  per i tempi di ripresa postoperatoria. I volumi  di questa attività chirurgica pongono la Chirurgia Generale IEO ai primi posti nelle classifiche nazionali. In particolare, gli interventi per la cura chirurgica del cancro rettale con tecnica robotica hanno superato i 300 casi trattati e rappresentano una casistica monocentrica tra le più numerose al mondo.

 

La chirurgia del carcinoma del retto si è fatta sempre più conservativa nel tempo. L’integrazione con le metodiche avanzate di chemio-radioterapia –nel periodo pre-operatorio –  e l’adozione di tecniche chirurgiche innovative consentono di ridurre al minimo gli interventi demolitivi dello sfintere anale (che comporterebbero il confezionamento di una stomia definitiva), oggi limitati ai soli casi di diretta infiltrazione tumorale dello sfintere. 

 

In alcuni casi alla chirurgia si associano la chemioterapia e/o la radioterapia per prevenire le recidive nei pazienti a rischio (terapie adiuvanti) oppure - in alternativa alla chirurgia – quando si debba contenere lo sviluppo di cellule tumorali eventualmente già diffuse intorno al tumore o in altre parti del corpo attraverso il sangue e il circolo linfatico. 

 

La chirurgia delle metastasi (epatiche, polmonari, ovariche) associata all'uso di altre terapie locali (termoablazione, radioterapia) offre un valido strumento di cura nella malattia avanzata, contribuendo ad aumentare la probabilità di guarigione e con un prolungamento della sopravvivenza.

 

Le sperimentazioni in corso in IEO sono rivolte a:

  • individuare strumenti diagnostici endoscopici sempre più affidabili e precoci (come l’Endomicroscopia Laser Confocale)
  • definire i criteri di valutazione obiettiva della qualità dell’esame endoscopico
  • stabilire i vantaggi della chirurgia mini-invasiva robotica nel tumore del retto
  • studiare i fattori prognostici nel tumore del colon radicalmente operato
  • trovare nuovi marcatori biologici
  • definire il bacino linfatico dei tumori del colon
  • chiarire il ruolo della RMN di Diffusione nel trattamento chirurgico del tumore del retto sottoposto a chirurgia robotica
  • studiare il ruolo prognostico delle cellule tumorali circolanti e del DNA circolante nel sangue venoso periferico di pazienti affetti da tumore del retto.

 

 

 

Una quota importante di studi e ricerche è dedicata alla prevenzione basata sullo studio del rischio genetico. Inoltre, uno sforzo importante è rivolto a chiarire il ruolo della chemioterapia adiuvante e palliativa e della radioterapia, nei casi in cui siano indicate, attraverso studi specifici dedicati, riportati nell’apposita sezione “Ricerca”.

Pagina in aggiornamento

L’Unità (U.O.) di Diagnostica Istopatologica Molecolare, afferente alla Divisione di Anatomia Patologica dell’Istituto, si occupa dell’analisi molecolare dei tumori solidi. Tra le attività che svolge vi è anche la ricerca di mutazioni prognostiche e/o predittive di resistenza a farmaci specifici nel carcinoma del colon-retto.

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