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Unità di Cardioncologia

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L'Unità di Cardioncologia nasce nell'ambito della cardiologia IEO come unità operativa dedicata alle problematiche cardiovascolari del paziente oncologico, sia pre-esistenti che secondarie al trattamento antitumorale

Dal 1994 svolge attività di ricerca in ambito cardioncologico, raggiungendo importanti risultati che hanno permesso di sviluppare un modello di approccio clinico moderno e integrato rivolto a:

  • pazienti oncologici sottoposti a trattamento antitumorale e quindi a rischio di cardiotossicità
  • pazienti oncologici con problematiche cardiologiche sia pre-esistenti sia indotte dai trattamenti antineoplastici

Le nostre attività

L'attività Clinica coinvolge sia Pazienti Esterni (l'Ambulatorio di Cardioncologia è aperto a SSN, Solvenza Istituzionale, Day Hospital), sia Pazienti Interni (Ricoverati per eseguire terapie antitumorali). Importanti studi coinvolgono la Ricerca Clinica e Traslazionale.

L'Ambulatorio di Cardioncologia svolge attività cliniche rivolte a pazienti sottoposti a trattamento antitumorale. Si pone l'obiettivo di riconoscere la cardiotossicità in una fase molto iniziale e asintomatica, per poter così impostare terapie preventive o trattamenti curativi in tempi molto precoci. Questi nel dettaglio i servizi offerti:

  • Stratificazione del rischio cardiologico nel paziente che deve essere sottoposto a trattamento antitumorale
    • paziente che è già stato sottoposto a terapia oncologica
    • paziente candidato a terapia ad alto dosaggio
    • paziente con fattori di rischio cardiovascolare
    • paziente cardiopatico con indicazione a trattamento antitumorale ma giudicato a rischio cardiologico elevato
  • Riconoscimento precoce, monitoraggio e trattamento della tossicità da farmaci antitumorali
    • valutazione e monitoraggio cardiologico
    • diagnosi di disfunzione cardiaca asintomatica
    • trattamento antiscompenso
  • Strategie di prevenzione della cardiotossicità da farmaci antitumorali
  • Screening della cardiotossicità da farmaci antitumorali in pazienti con storia cardiologica
  • Inquadramento pazienti con versamento pericardico di possibile origine neoplastica
    • Pazienti acuti: ricovero in UTIC (Centro Cardiologico-Monzino) per pericardiocentesi e trattamento antineoplastico intrapericardico;
    • Pazienti stabili: da avviare a monitoraggio ecocardiografico del versamento, ed eventuale pericardiocentesi diagnostico-terapeutica in elezione

L'Unità svolge anche Attività Editoriale (visita le pagine Background Articles nel sito dell'International Cardioncology Society) e ha Collaborazioni Nazionali e Internazionali con il Vanderbilt University Medical Center di Nashville con il Centro Cardiologico Monzino di Milano.

  • Il nostro staff
     

    Unità di Cardioncologia

    Direttore

    Daniela Maria Cardinale

    Staff Unità di Cardioncologia

  • attività di ricerca clinica

    L'Unità di Cardioncologia è impegnata in un'intensa attività di ricerca clinica sin dal 1994, anno di apertura dell'Istituto Europeo di Oncologia

    I primi passi sono stati davvero pionieristici, non esistendo né un'esperienza specifica da parte della comunità scientifica, né una cultura basata sull’evidenza a livello nazionale, né adeguate segnalazioni a livello internazionale.

     

    In particolare sono stati ottenuti importanti risultati nei seguenti ambiti:

     

    • Riconoscimento precoce della cardiotossicità da farmaci antitumorali. Il gruppo di ricerca dell'Unità ha valutato e validato nel corso di questi anni l’utilizzo dei marker cardiaci in campo oncologico nella diagnosi precoce del danno cardiaco indotto dai farmaci antitumorali e nella stratificazione del rischio cardiaco a breve e a lungo termine dei pazienti oncologici. In particolare, la Troponina I si è dimostrata in grado di identificare precocemente i pazienti a rischio di sviluppo cardiotossicità e gli eventi cardiaci avversi a essa correlati, ben prima che questa possa venire identificata con i tradizionali mezzi diagnostici utilizzati per il monitoraggio cardiologico dei pazienti trattati con farmaci antitumorali tradizionali e di nuova generazione.
    • Prevenzione della cardiotossicità. La possiblità di identificare precocemente attraverso la valutazione di marker cardiaci i pazienti ad alto rischio di sviluppare una disfunzione cardiaca tardiva dopo terapia oncologica, ha fornito il razionale per sviluppare strategie di prevenzione della cardiotossicità da farmaci chemioterapici. Un trattamento con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACEI; enalapril) è risultato in grado di prevenire lo sviluppo di cardiotossicità e degli eventi cardiaci a essa correlati in pazienti oncologici ad alto rischio, selezionati in base all’evidenza di incremento di valori di Troponina subito dopo il trattamento antitumorale.
    • Trattamento della cardiotossicità. La presentazione clinica più comune della cardiotossicità da farmaci antitumorali è rappresentata da una cardiomiopatia ipocinetica associata a una prognosi particolarmente severa e tradizionalmente considerata scarsamente responsiva ai trattamenti cardiologici. Tuttavia, i ricercatori clinici dell'Unità hanno recentemente dimostrato - in una popolazione di studio unica nel suo genere per la sua numerosità (201 pazienti) - che un trattamento cardiologico precoce con ACEI e beta-bloccanti consente di ottenere un recupero, parziale o completo, della funzione contrattile cardiaca, con un impatto positivo sulla prognosi cardiaca a medio e lungo termine. I risultati raggiunti smentiscono l’antica convinzione, condivisa sia da cardiologi che oncologi, che questa forma di cardiomiopatia causi un progressivo e inarrestabile deterioramento della funzione cardiaca e porti ineluttabilmente a uno scompenso cardiaco congestizio, resistente a ogni trattamento cardiologico.
    • Approccio al paziente con doppia comorbidità, cardiologia e oncologica. Nella realtà clinica quotidiana, quando un paziente affetto da una patologia cardiaca sviluppa un problema oncologico, o viceversa, perde attrattiva sia per lo specialista cardiologo che oncologo, che hanno la tendenza ad assumere un atteggiamento rinunciatario, che porta spesso all’esclusione di quel paziente da trattamenti cardiologici intensivi e a procedure interventiste, come pure dalle strategie terapeutiche oncologiche di prima linea, più aggressive (e quindi più efficaci). Il risultato finale è che la gestione del paziente con doppia comorbidità risulta limitata, non coordinata, e molto spesso inadeguata. Questo si traduce in un impatto negativo sul decorso di entrambe le patologie, quando invece, al contrario, quello stesso paziente avrebbe la possibilità di essere trattato in modo adeguato ed efficace, con alte possibilità di guarigione/controllo sia della sua malattia cardiologica che di quella oncologica. In questa categoria di pazienti a più alto rischio, che rappresenta una popolazione in continua crescita, un approccio cardioncologico esperto è oggi essenziale per una gestione a 360° e per delineare il miglior trattamento possibile per la cura ed il controllo di entrambe le patologie. Il nostro Ambulatorio di Cardioncologia ha creato un approccio, inedito e dedicato, per consentire il trattamento antitumorale ottimale nel paziente cardiopatico, in sicurezza, sotto stretto monitoraggio cardiologico, utilizzando metodiche strumentali diagnostiche cardiologiche tradizionali in associazione alla valutazione di marker cardiaci (Troponina I e NT-proBNP).
  • attività di ricerca traslazionale
  • monitoraggio cardiologico

PARTNERSHIP

Università degli Studi di Milano Ecancer Medical Science IFOM-IEO Campus

ACCREDITAMENTI

Ministero della Salute Joint Commission International Breastcertification bollinirosa

© 2013 Istituto Europeo di Oncologia - via Ripamonti 435 Milano - P.I. 08691440153

IRCCS - ISTITUTO DI RICOVERO E CURA A CARATTERE SCIENTIFICO

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