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Unità di Cardioncologia

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L'Unità di Cardioncologia nasce nell'ambito della cardiologia IEO come unità operativa dedicata alle problematiche cardiovascolari del paziente oncologico, sia pre-esistenti che secondarie al trattamento antitumorale

Dal 1994 svolge attività di ricerca in ambito cardioncologico, raggiungendo importanti risultati che hanno permesso di sviluppare un modello di approccio clinico moderno e integrato rivolto a:

  • pazienti oncologici sottoposti a trattamento antitumorale e quindi a rischio di cardiotossicità
  • pazienti oncologici con problematiche cardiologiche sia pre-esistenti sia indotte dai trattamenti antineoplastici

Le nostre attività

A causa del crescente numero di pazienti oncologici trattati e guariti, dell'invecchiamento della popolazione, nonché dell'aumento dell'incidenza e della prevalenza delle malattie oncologiche e cardiovascolari, il numero di pazienti che presentano comorbidità oncologiche e cardiologiche è in aumento. Di conseguenza, c'è una crescente necessità di una gestione completa e competente dei pazienti in cui esistono le due comorbidità, e dei pazienti oncologici la cui storia clinica e il trattamento oncologico mettono a più alto rischio di sviluppare problemi cardiovascolari. Il fine è quello di fornire il trattamento ottimale in ogni situazione, e di evitare la possibilità che lo sviluppo della seconda malattia – oncologica o cardiovascolare - porti ad una riduzione delle opportunità terapeutiche per il paziente e, d’altro canto, che la presenza di una pre-esistente cardiopatia porti all’esclusione da trattamenti oncologici efficaci. Una nuova disciplina della medicina moderna, la Cardioncologia - neologismo creato dai cardiologi dello IEO nel 1995 – è nata per far fronte a questa necessità. Il suo scopo è quello di studiare nuove strategie, raccogliere nuove indicazioni basate sull'evidenza e sviluppare competenze interdisciplinari per gestire al meglio questa crescente categoria di pazienti.

L’attività clinica dell’Unità di Cardioncologia – la prima creata in Italia nel 2009 - coinvolge sia pazienti esterni (l'ambulatorio di Cardioncologia è aperto a SSN, Solvenza, Day Hospital), sia pazienti Interni (pazienti fragili ricoverati per eseguire terapie antitumorali). L’Unità di Cardioncologia attualmente segue durante il trattamento oncologico e il follow-up 900 pazienti circa, di cui il 25% inviato da colleghi di altre realtà ospedaliere italiane.

Attività dell’Unità di Cardioncologia:

  1. Stratificazione del rischio cardiologico nel paziente che deve essere sottoposto a trattamento antitumorale:
      • paziente che è già stato sottoposto a terapia oncologica

      • paziente candidato a terapia ad alto dosaggio

      • paziente con fattori di rischio cardiovascolare

      • paziente cardiopatico con indicazione a trattamento antitumorale ma giudicato a rischio cardiologico elevato

  2. Riconoscimento precoce, monitoraggio e trattamento della tossicità da farmaci antitumorali:
        • valutazione e monitoraggio cardiologico

        • diagnosi di disfunzione cardiaca asintomatica

        • trattamento della cardiotossicità

  3. Strategie di prevenzione della cardiotossicità da farmaci antitumorali

  4. Screening della cardiotossicità da farmaci antitumorali in pazienti con storia cardiologica
    Monitoraggio cardioncologico personalizzato per il paziente ad alto rischio (paziente con comorbidità) durante il trattamento antitumorale.

  5. Inquadramento pazienti con versamento pericardico di possibile origine neoplastica (in collaborazione con l’U.O. di Terapia Intensiva del Centro Cardiologico Monzino)
  6. Gestione clinica delle localizzazioni cardiache dei tumori (in collaborazione con l’U.O. di Cardiochirurgia del Centro Cardiologico Monzino)

  7. Attività di ricerca cardioncologica: l'Unità di Cardioncologia è impegnata in un'intensa attività di ricerca clinica sin dal 1994 (anno di apertura dell'Istituto Europeo di Oncologia) che ha permesso di acquisire importanti conoscenze in merito alle varie problematiche cardiovascolari dei pazienti sottoposti a trattamento oncologico e di sviluppare un modello di approccio clinico moderno ed integrato, oggi considerato di riferimento sia a livello nazionale che internazionale

Le prestazioni dell’Unità:

  • Visita cardioncologica
  • Elettrocardiogramma
  • Holter 24 h, 48 h, 7 giorni
  • Ecocardiogramma
  • Misurazione di marcatori di cardiotossicità (troponina, BNP)
  • Monitoraggio cardioncologico personalizzato per pazienti ad alto rischio durante trattamento antitumorale
  • Monitoraggio cardioncologico durante follow up

L'Unità collabora con il Centro Cardiologico Monzino di Milano.

 

  logo cardioncology

 

Scopri di più sull'

  • Il nostro staff
     

    Unità di Cardioncologia

    Direttore

    Daniela Maria Cardinale

    Staff Unità di Cardioncologia

  • attività di ricerca clinica

    L'Unità di Cardioncologia è impegnata in un'intensa attività di ricerca clinica sin dal 1994, anno di apertura dell'Istituto Europeo di Oncologia

    I primi passi sono stati davvero pionieristici, non esistendo né un'esperienza specifica da parte della comunità scientifica, né una cultura basata sull’evidenza a livello nazionale, né adeguate segnalazioni a livello internazionale.

    L'acquisizione di importanti conoscenze in merito alle varie problematiche cardiovascoalri dei pazienti sottoposti a trattamento oncologico ha consentito di sviluppare un modello di approccio clinico moderno e integrato, oggi considerato di riferimento sia a livello nazionale che internazionale. 

    In particolare sono stati ottenuti importanti risultati nei seguenti ambiti:

    • Riconoscimento precoce della cardiotossicità da farmaci antitumorali. Il gruppo di ricerca dell'Unità ha valutato e validato nel corso di questi anni l’utilizzo dei marker cardiaci in campo oncologico nella diagnosi precoce del danno cardiaco indotto dai farmaci antitumorali e nella stratificazione del rischio cardiaco a breve e a lungo termine dei pazienti oncologici. In particolare, la Troponina I si è dimostrata in grado di identificare precocemente i pazienti a rischio di sviluppo cardiotossicità e gli eventi cardiaci avversi a essa correlati, ben prima che questa possa venire identificata con i tradizionali mezzi diagnostici utilizzati per il monitoraggio cardiologico dei pazienti trattati con farmaci antitumorali tradizionali e di nuova generazione.
    • Prevenzione della cardiotossicità. La possiblità di identificare precocemente attraverso la valutazione di marker cardiaci i pazienti ad alto rischio di sviluppare una disfunzione cardiaca tardiva dopo terapia oncologica, ha fornito il razionale per sviluppare strategie di prevenzione della cardiotossicità da farmaci chemioterapici. Un trattamento con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACEI; enalapril) è risultato in grado di prevenire lo sviluppo di cardiotossicità e degli eventi cardiaci a essa correlati in pazienti oncologici ad alto rischio, selezionati in base all’evidenza di incremento di valori di Troponina subito dopo il trattamento antitumorale.
    • Trattamento della cardiotossicità. La presentazione clinica più comune della cardiotossicità da farmaci antitumorali è rappresentata da una cardiomiopatia ipocinetica associata a una prognosi particolarmente severa e tradizionalmente considerata scarsamente responsiva ai trattamenti cardiologici. Tuttavia, i ricercatori clinici dell'Unità hanno recentemente dimostrato - in una popolazione di studio unica nel suo genere per la sua numerosità (oltre 500 pazienti) - che un trattamento cardiologico precoce con ACEI e beta-bloccanti consente di ottenere un recupero, parziale o completo, della funzione contrattile cardiaca, con un impatto positivo sulla prognosi cardiaca a medio e lungo termine. I risultati raggiunti smentiscono l’antica convinzione, condivisa sia da cardiologi che oncologi, che questa forma di cardiomiopatia causi un progressivo e inarrestabile deterioramento della funzione cardiaca e porti ineluttabilmente a uno scompenso cardiaco congestizio, resistente a ogni trattamento cardiologico.
    • Approccio al paziente con doppia comorbidità, cardiologia e oncologica. Nella realtà clinica quotidiana, quando un paziente affetto da una patologia cardiaca sviluppa un problema oncologico, o viceversa, perde attrattiva sia per lo specialista cardiologo che oncologo, che hanno la tendenza ad assumere un atteggiamento rinunciatario, che porta spesso all’esclusione di quel paziente da trattamenti cardiologici intensivi e a procedure interventiste, come pure dalle strategie terapeutiche oncologiche di prima linea, più aggressive (e quindi più efficaci). Il risultato finale è che la gestione del paziente con doppia comorbidità risulta limitata, non coordinata, e molto spesso inadeguata. Questo si traduce in un impatto negativo sul decorso di entrambe le patologie, quando invece, al contrario, quello stesso paziente avrebbe la possibilità di essere trattato in modo adeguato ed efficace, con alte possibilità di guarigione/controllo sia della sua malattia cardiologica che di quella oncologica. In questa categoria di pazienti a più alto rischio, che rappresenta una popolazione in continua crescita, un approccio cardioncologico esperto è oggi essenziale per una gestione a 360° e per delineare il miglior trattamento possibile per la cura ed il controllo di entrambe le patologie. L'Unità di Cardioncologia dello IEO ha creato un approccio, inedito e dedicato, per consentire il trattamento antitumorale ottimale nel paziente cardiopatico, in sicurezza, sotto stretto monitoraggio cardiologico, utilizzando metodiche strumentali diagnostiche cardiologiche tradizionali in associazione alla valutazione di marker cardiaci (Troponina I e BNP).
  • monitoraggio cardiologico

PARTNERSHIP

Università degli Studi di Milano Ecancer Medical Science IFOM-IEO Campus

ACCREDITAMENTI

Ministero della Salute Joint Commission International Breastcertification bollinirosa

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