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08 ottobre 2021

Benessere psicologico
Open weekend Onda

In occasione dell’open weekend dedicato alla salute mentale al femminile promosso da Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, i nostri medici rispondono alle domande e alle curiosità di pazienti e dei loro familiari che abbiamo raccolto nelle scorse settimane sui nostri canali social.

L’obiettivo dell’iniziativa è di sensibilizzare sull’importanza di riconoscere e curare le fragilità della mente, che è normale possano insorgere a seguito di una diagnosi di tumore.

  • LA PSICONCOLOGA RISPONDE


    In seguito ad alcuni esami per la procreazione assistita scoperto di avere un tumore maligno alla tiroide. Ho dovuto affrontare un intervento, una grave infezione alla ferita e la radioterapia. Non riesco a pensare al futuro, ho ansie e pensieri. La malattia ha cambiato il mio modo di vedere la vita.
    Ricevere una diagnosi oncologica è un’esperienza dolorosa e intensa, soprattutto se questa avviene in un momento in cui sono presenti dei progetti di vita che devono necessariamente essere sospesi. 

    Paure, ansie e timori possono prendere il sopravvento, uniti a una elevata difficoltà di pensare al proprio futuro e ai propri progetti. Si cerca di ritrovare un nuovo equilibrio, che talvolta fatica ad arrivare.

    In questo momento della tua vita è molto importante prenderti cura di te. Affronta un percorso per volta e circondati di persone che possano sostenerti e accompagnarti nelle diverse fasi di questo percorso. Un supporto psicologico può aiutarti a gestire le emozioni che vivi in questo momento della tua vita e fornirti supporto nelle diverse fasi del trattamento.


    Sono stata operata di tumore al seno e quando mi guardo allo specchio non mi riconosco.

    Il nostro corpo ci accompagna, insieme alla mente, nel percorso contro la malattia.
    I cambiamenti, dovuti sia alle terapie oncologiche, sia agli interventi chirurgici, possono portare non solo ad alterazioni estetiche del nostro corpo, ma anche a una profonda modificazione della nostra identità. Ci si vede diverse, non più come prima, ed una cicatrice può richiamare costantemente l’attenzione sulle ansie e le fatiche che si stanno affrontando e che stanno caratterizzato il nostro percorso oncologico.

    Riprendere contatto con questo corpo “cambiato” può essere il primo passo per cominciare a conoscersi di nuovo, senza paura di ascoltare quello che il nostro corpo ci comunica. Il seno inoltre occupa uno spazio importante nella percezione della propria femminilità; può essere quindi ancora più importante lavorare per accettare ed entrare in contatto con questa nuova parte di sé.

    In questo momento delicato è molto importante non restare soli e confrontarsi con professionisti sanitari che ti possono accompagnare nei diversi momenti della cura. Un percorso di supporto psicologico e psicoterapeutico può essere d’aiuto per supportarti nell’accettazione e nell’elaborazione dei vissuti dolorosi che possono caratterizzare questo percorso, anche in relazione al proprio corpo.


    I miei genitori sono mancati a causa di un tumore. Diventa ovvio pensare che si farà la stessa fine. Che fare?
    Quando si vivono delle situazioni difficili, come la morte di due genitori a causa di un tumore, è normale provare delle forti emozioni negative. Si può ripensare con dolore all’esperienza passata e temere che questa triste diagnosi caratterizzerà anche la nostra vita.

    Oggi, grazie alla ricerca e agli sviluppi della medicina e della prevenzione, è possibile svolgere numerosi esami e test per monitorare il proprio stato di salute e l’eventuale esistenza di mutazioni genetiche che espongono maggiormente al rischio di sviluppare una malattia oncologica.

    E’ molto importante parlare con professionisti sanitari che possano aiutarti a comprendere accuratamente la tua situazione clinica, orientandoti verso gli adeguati test da effettuare e supportandoti nel promuovere un sano stile di vita. Non rimanere da sola nelle tue paure, soprattutto se queste dovessero diventare predominanti nella tua vita. Evita fonti di informazione non affidabili. Parla con professionisti psicologi per avere un supporto nell’affrontare questa situazione.


    Ho appena scoperto di avere un tumore al seno, ho paura e nessuno riesce a rassicurarmi.

    Scoprire di avere un tumore al seno può far nascere delle profonde emozioni negative. La malattia, infatti, non colpisce solo in nostro corpo, ma anche la nostra mente e il nostro benessere emotivo. Dopo la diagnosi, sentimenti dolorosi possono popolare il nostro quotidiano, come la paura dei trattamenti e il timore per il nostro futuro e per la nostra vita. Gestire qualcosa che non conosciamo può spaventare e generare ansia e le parole delle persone a noi vicine possono non essere sufficienti per placare queste emozioni - che possono diventare sempre più travolgenti e forti.

    Ricordiamoci che la paura e l’ansia sono emozioni che possiamo provare diverse volte nella nostra vita; quando queste emozioni diventano talmente grandi da assorbire completamente la nostra vita è però importante non restare da soli. Parlare con dei professionisti psicologi può aiutarti a guardare in modo consapevole tutte le tue emozioni per cercare di elaborarle e gestirle, con l’obiettivo di restituirti un equilibrio emotivo nel percorso di cure.

     


    Mia zia è mancata a causa di un tumore al seno, che si è diffuso alle ossa. Dopo la sua perdita sento il bisogno di dedicarmi agli altri per stare meglio, per colmare questo vuoto.

    Perdere un proprio caro a causa di un tumore può essere un'esperienza travolgente e dolorosa. Una diagnosi oncologica può infatti essere vissuta in modo intenso sia dal paziente stesso, sia da famigliari e amici. Parlare delle nostre esperienze può essere uno strumento potente e utile per aiutare persone che stanno vivendo questa esperienza e sensibilizzare chi ancora non conosce questa malattia. E’ però importante non iper investirsi in questa funzione e prestare attenzione anche al proprio benessere.
    Ricordiamoci che anche il benessere psicologico attraverso l’aiuto di un professionista diventa una forma di cura.


    Come si fa a vivere con la costante paura di perdere chi ha questa patologia? E come stargli vicino nel modo giusto?

    Quando una persona riceve una diagnosi di tumore è tutto il sistema di persone che stanno vicino che ne viene coinvolto. Le ansie, le paure, la tristezza che emergono in concomitanza a questa malattia coinvolgono sia il paziente stesso, sia i famigliari e amici a lui vicino. Sapere che un proprio caro sta vivendo una malattia oncologica può essere una notizia difficile da ascoltare e si possono provare paure per come sarà il futuro, per come si affronterà la vita se questa persona dovesse lasciarci. A volte questi timori e preoccupazioni possono diventare talmente grandi da influenzare il nostro quotidiano. Queste paure possono essere accentuate anche dal fatto di non sapere cosa fare per sostenere e supportare la persona malata nel modo migliore. Non lasciare che questa paura ti impedisca di stare con lui/lei.

    E’ molto importante prendersi del tempo per riconoscere e affrontare le proprie emozioni. Questo può permetterti di essere più “presente” quando stai con il tuo caro. Ricorda che non togli del tempo all’altro se pensi anche a te stesso, ai tuoi bisogni, al tuo benessere. Se necessario, puoi anche rivolgerti a dei professionisti psicologi che possono affiancarti in questo percorso e supportarti nei diversi momenti.

    Ricordati poi che ogni persona è diversa e le reazioni di fronte alla diagnosi possono essere varie. E’ importante parlare con la persona malata per capire il modo migliore per stargli vicino in questo momento della sua vita. Le esigenze del tuo caro possono anche cambiare ed è importante essere flessibili nel modificare i piani in base alle sue necessità.
    Per quanto possibile, tratta il tuo caro come hai sempre fatto, evitando di manifestare un atteggiamento eccessivamente protettivo o troppo distaccato, se non richiesto.


    Non riesco a dormire, vivo con la paura che la malattia si ripresenti malattia.

    Ricevere una diagnosi di tumore è una esperienza intensa e dolorosa e i pensieri ad essa connessi possono durare nel corso del tempo. La malattia non è un’esperienza circoscritta e limitata e coinvolge tante parti di noi: può obbligarci a cambiare il nostro stile di vita e le nostre emozioni. Dopo aver affrontato una diagnosi oncologica, le paure connesse a questo percorso possono immergersi nella nostra vita e possiamo vivere con la preoccupazione che questa dolorosa esperienza possa ripresentarsi.

    E’ importante però capire quanto spazio della tua vita sta prendendo questa paura e quando sta influenzando il tuo vivere quotidiano. Ciò che dobbiamo ricordarci è che la paura e l’ansia sono emozioni che possiamo provare diverse volte nella nostra vita. Quando queste emozioni però assorbono completamente il nostro benessere è importante parlare con dei professionisti psicologi che possano aiutarci a gestire al meglio questa situazione. Cercare di nascondere o ignorare questi sentimenti può non essere efficace e può portare queste paure a diventare più travolgenti e forti. Parlare delle tue preoccupazioni con persone che possono supportarti e sostenerti può aiutarti a capire e affrontare quello che stai passando in questo momento.

    E’ anche molto importante raccogliere informazioni approfondite sulla propria situazione clinica rivolgendosi al proprio professionista sanitario. Non possiamo sapere cosa ci accadrà in futuro, ma il professionista che conosce la tua storia clinica può darti delle informazioni utili per aiutarti a promuovere un migliore stile di vita, a quali sintomi prestare attenzione, quali cure di follow-up effettuare. Avere un programma regolare di visite di follow-up può anche aiutarti ad avere un senso di maggiore controllo. Se queste paure però si fanno molto intense, ricordati che un supporto psicologico e psicoterapeutico può essere la strada migliore per provare a guardare in modo consapevole a tutto ciò che ci tocca nel profondo, con l’obiettivo di restituirci la capacità di essere protagonisti delle nostre vite.


    Da quando mi è stato diagnosticato il tumore i problemi degli altri mi sembrano totalmente futili, non riesco più ad ascoltare le mie amiche parlare delle cose che capitano nelle loro vite e le sto perdendo tutte. Mi sto isolando.

    Quando si attraversano periodi complessi, specialmente se connessi a forti paure e ansie, le nostre necessità possono cambiare. Possiamo essere spinti a guardare la nostra vita e i nostri obiettivi in modo diverso, sentendo anche il bisogno di introdurre nuovi valori e priorità nel quotidiano. Aspetti che precedentemente consideravamo utili, possono all’improvviso perdere di valore. Anche le dinamiche relazioni possono cambiare e può essere difficile mantenere i rapporti con persone a noi vicine, percependo una lontananza emotiva e arrivando fino all’isolamento.

    E’ molto importante però non rimanere completamente soli ad affrontare questo difficile percorso. Un supporto psicologico nel corso della cura può essere importante per aiutarti a ristabilire un equilibrio nella tua vita e ritrovare un benessere emotivo. Attraverso il giusto supporto emotivo, possiamo prenderci cura di noi stessi e dei nostri sentimenti, riavvicinandoci alle persone a noi care senza forzature e obblighi.

     

 

 

 

 

 

 

 

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