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Post Operatorio

  • Eparina

    eparina

     L’eparina è un farmaco che svolge un’azione di rallentamento del processo di coagulazione del sangue e per tale ragione è utile a ridurre la formazione di pericolosi aggregati sanguigni (Trombi) e a prevenire il distacco di eventuali frammenti dagli stessi coaguli (Emboli).

    La somministrazione di eparina è consigliata dal medico in caso di: 

    • profilassi pre-post intervento chirurgico
    • patologie cardiovascolari
    • Immobilità prolungata

    La somministrazione dell’eparina avviene per iniezione sottocutanea. Il principale effetto indesiderato è l’ematoma; ovvero una piccola raccolta di sangue localizzata, dovuta alla rottura di un capillare, che si risolve spontaneamente. 

    💡 N.B. 
    Il medico fornirà indicazioni sulla quantità, la frequenza e i tempi di assunzione del medicinale; in alcune situazioni possono essere necessari esami di laboratorio di controllo. 
    Conservare l’eparina a temperatura ambiente, in un luogo fresco e al riparo dalla luce. 

    RACCOMANDAZIONI IMPORTANTI

    raccomandazioni eparina

    • INTERAZIONI CON ALTRI FARMACI
      E’ importante ottenere preventivamente il nulla-osta del medico, poiché alcuni medicinali possono potenziare l’attività anticoagulante del farmaco.
    • MANCATO DOSAGGIO
      Eseguire le iniezioni sempre alla stessa ora. In caso di dimenticanze effettuare la dose di eparina il prima possibile, lasciando passare 12 ore tra una somministrazione e quella successiva. EVITARE SOMMINISTRAZIONI RAVVICINATE.
    • EVITARE ESPULSIONE DI ARIA DALLA SIRINGA
      Una semplice gocciolina di soluzione contiene centinaia di unità di eparina, perciò non verrebbe somministrato l’intero dosaggio; inoltre l’aria ha un volume piccolo ed è innocua. 
    • EVITARE IL MASSAGGIO POST-INIEZIONE 
      Esercitare una leggera pressione per ridurre il dolore e contenere l’estensione di eventuali ematomi.
  • Il drenaggio

    Il drenaggio è un dispositivo che consente la fuoriuscita di fluidi contenuti all’interno dei tessuti in seguito ad un intervento chirurgico. La tipologia, il numero e la durata del posizionamento sono scelte mediche in relazione alla procedura chirurgica. 

    DRENAGGIO JACKSON PRATT

    Il drenaggio Jackson Pratt è ancorato con un punto di sutura alla cute, è costituito da un tubo collegato ad un contenitore a palloncino in grado di effettuare una blanda aspirazione. Al palloncino è collegata una sacca graduata in cui è possibile far defluire il liquido e misurarlo. 

    GESTIONE:

    • Stabilire l’orario di rilevazione e mantenerlo costante (una volta al giorno, al mattino)
    • Eseguire un’accurata igiene delle mani
    • Il contenitore a palloncino è in aspirazione (compresso, chiuso)
    • Aprire il morsetto
    • Il contenitore a palloncino è in perdita aspirazione (disteso, aperto)
    • Premere a due mani il contenitore a palloncino, favorire fuoriuscita del liquido all’interno del sacchetto
    • Chiudere il morsetto e ripristinare aspirazione (palloncino compresso, chiuso)
    • Leggere ed annotare la quantità di liquido drenata
    • Aprire la valvola posta all’estremità del sacchetto ed eliminare definitivamente il liquido drenato 
    • Eseguire lavaggio mani

    💡 N.B.

    • Per un funzionamento ottimale il contenitore a palloncino deve rimanere sempre compresso ad eccezione di quando lo si svuota. 
    • Procedere alla sostituzione del sacchetto di raccolta solo in caso di malfunzionamento. I sacchetti di raccolta vengono forniti dall’ospedale, non reperibili esternamente; qualora fossero terminati svuotare il contenuto all’interno di un recipiente da cucina graduato e proseguire quotidianamente con le rilevazioni. Se necessario richiedere ulteriori sacchetti durante le medicazioni di controllo. 
    • Posizionare il drenaggio all’interno di una borsetta a tracolla per evitare dimenticanze, strattonamenti e favorire la ripresa delle attività quotidiane. 

     

    DRENAGGIO BELLOVAC

    Il drenaggio è ancorato con un punto di sutura alla cute, è costituito da un tubo collegato ad un contenitore a soffietto in grado di effettuare una blanda aspirazione. Al soffietto è collegata una sacca graduata in cui è possibile far defluire il liquido e misurarlo. 

    GESTIONE:

    • Stabilire orario rilevazione e mantenerlo costante (una volta al giorno, al mattino)
    • Eseguire accurata igiene delle mani
    • Verificare apertura morsetto 1 
    • Contenitore a soffietto in aspirazione (compresso, CHIUSO)
    • Aprire il morsetto 2 
    • Contenitore a soffietto disteso (soffietto perdita aspirazione, APERTO)
    • Premere a due mani il soffietto, favorire fuoriuscita del liquido all’interno del sacchetto
    • Chiudere il morsetto 2 e ripristinare aspirazione (soffietto compresso, CHIUSO)
    • Leggere ed annotare la quantità di liquido drenata
    • Svitare e sostituire il sacchetto 
    • Eliminare il sacchetto (indifferenziata)
    • Eseguire lavaggio mani

    💡 N.B.

    • Il morsetto 1 deve rimanere sempre aperto per garantire il passaggio di fluidi all’interno del soffietto ed evitare un eccesso di liquidi nella sede di intervento. 
    • Il drenaggio ha un circuito unidirezionale, è dotato di valvola antireflusso impossibile il ritorno all’indietro del liquido.
    • I sacchetti di raccolta vengono forniti dall’ospedale, non reperibili esternamente; qualora fossero terminati svuotare il contenuto all’interno di un recipiente da cucina graduato e proseguire quotidianamente con le rilevazioni. Se necessario RICHIEDERE ulteriori sacchetti durante le medicazioni di controllo. 
    • Posizionare il drenaggio all’interno di una borsetta a tracolla per evitare dimenticanze, strattonamenti e favorire la ripresa delle attività quotidiane. 

     

     

    RACCOMANDAZIONI DRENAGGIO

    Osservare le caratteristiche del liquido drenato in relazione alla quantità.

    🔔 Un aumento improvviso del flusso ematico associato ad una colorazione rosso vivo costituiscono un campanello d’allarme.

    💡 N.B.

    Contattare i numeri telefonici presenti sulla relazione infermieristica consegnata al momento della dimissione. La presenza di piccoli grumi di fibrina all’interno del tubo del drenaggio è normale e non ostacola la fuoriuscita di liquido all’interno del drenaggio.

    Nonostante il corretto funzionamento del drenaggio e l’adeguata gestione domiciliare è possibile che:

    • Il liquido siero-ematico si raccolga nella sede dell’intervento provocando un rigonfiamento della cute e inumidisca eccessivamente la medicazione. Tale raccolta non e’ pericolosa, non compromette la guarigione, ne’ la ferita, ma deve essere valutata dal chirurgo che procederà all’eventuale rimozione.  
    • Il punto di sutura, che ancora il tubo del drenaggio alla cute, ceda provocando una rimozione involontaria del dispositivo. Il drenaggio non puo’ essere riposizionato, ma occorre una valutazione medica.
    • Il drenaggio non mantenga correttamente la capacità di aspirazione (sottovuoto), possibile spostamento del dispositivo dalla ferita chirurgica ad una zona a contatto con l’aria.

    💡 N.B.

    Inviare una email al chirurgo referente affinché possa programmare un appuntamento di controllo o indicare come procedere.

    RIMOZIONE PROGRAMMATA DEL DRENAGGIO

    Durante la visita di controllo ambulatoriale verrà valutata l’opportunità di rimuovere il dispositivo in base all’andamento della quantità di liquido drenata e alla data di posizionamento.

    La permanenza del drenaggio è differente per ciascuna persona, la rimozione avviene quando il chirurgo ritiene cessata la sua funzione; tale manovra è indolore e consiste nella resezione del punto di sutura e nello sfilamento del tubo.

    Una volta rimosso il drenaggio verrà programmata una medicazione di controllo per valutare l’eventuale formazione di sieroma.️

     

  • Medicazione Post Operatoria

    Alla dimissione non è necessario rinnovare la medicazione quotidianamente, fatta eccezione dei seguenti casi:

    • sia visibilmente sporca
    • sia bagnata
    • indicazione medica

    MODALITA’ DI RINNOVO MEDICAZIONE:

    • eseguire igiene delle mani
    • rimuovere i cerotti
    • detergere la ferita con garze sterili e disinfettante (Clorexidina 2% o Betadine)
    • applicare nuovi cerotti pre-medicati, reperibili in farmacia

    medicazione

    💡 N.B.

    In alcuni casi, per favorire la ripresa della cute o del capezzolo potrà essere consigliato l’utilizzo di un olio di Vitamina E (reperibile in farmacia), che andrà applicato, secondo indicazioni mediche, nell’area interessata. 

  • Depilazione Post Operatoria

    Con la presenza di una ferita chirurgica in zona ascellare è sconsigliata la depilazione e l’uso di deodoranti per almeno 4 settimane dall’intervento chirurgico e durante l’eventuale radioterapia

    Trascorso questo tempo, sarà possibile depilarsi con metodi delicati e applicare deodoranti non aggressivi. 

    • RASOIO ELETTRICO 

    Massima garanzia di protezione e comfort sulla pelle, riducendo la formazione di microlesioni cutanee. 

    • CREMA DEPILATORIA 
    • CERETTA  
    • RASOIO MANUALE (LAMETTA)   
  • Reggiseno post operatorio

     

     

    reggiseno

    CARATTERISTICHE:

    okComodo 

    ok Traspirante 

    okContenitivo 

    okChiusura anteriore

    noPrivo di Ferretti, Coppe pre formate e Pizzi


    Il reggiseno deve essere indossato per un mese (giorno e notte) dall’intervento chirurgico poiché aiuta a mantenere la protesi/espansore nella giusta posizione, protegge i tessuti e riduce il dolore.

    Prediligere modelli di cotone, morbidi ma che allo stesso tempo forniscano sostegno e soprattutto della taglia corretta.

    La cute dopo l’intervento risulta delicata; un reggiseno inadeguato può creare irritazione alla cicatrice e diventare intollerabile. Per questi motivi evitare fibre sintetiche e pizzi.

    Il reggiseno deve garantire una compressione adeguata, perciò è necessario verificare sia la circonferenza, sia la profondità della coppa prima dell’acquisto; adattandole alle proprie esigenze. 

    Preferibile la chiusura anteriore per una maggiore praticità e facilità di ispezione; in questo modo sarà anche possibile ridurre la mobilità delle braccia, che per qualche tempo risulteranno doloranti e rigide.

    Evitare l’utilizzo di ferretti e coppe pre formate che possono lasciare impronte sulla cute in fase di cicatrizzazione.

     

  • Igiene post operatoria

    Dopo l’intervento non sarà possibile effettuare la doccia fino alla rimozione dei drenaggi. Si raccomanda di eseguire l’igiene quotidiana delle singole parti del corpo evitando di bagnare le ferite chirurgiche.

    • Ottenuto il consenso del chirurgo, attenersi ai seguenti consigli:
    • Prediligere la doccia (il bagno potrebbe alterare le fasi di cicatrizzazione della ferita);
    • Non posizionare il getto dell’acqua direttamente sulle ferite;
    • Usare acqua tiepida, poiché la sensibilità alterata potrebbe esserci il rischio ustione da calore;
    • Asciugare accuratamente le ferite chirurgiche tamponando;
    • Non applicare deodoranti, borotalco, creme o profumi per circa un mese.


    💡 N.B.
    Una corretta igiene personale fa bene a mente e corpo, aiuta la guarigione della ferita chirurgica e riduce il rischio di infezione.

     

  • Ripresa delle attività quotidiane

    Dopo l’intervento sarà possibile riprendere gradualmente le attività che caratterizzano la propria routine quotidiana.

    Pettinarsi

     Lavarsi

    Vestirsi        

    Cucinare per poche persone 

    Fare attività fisica 

    Prendere in braccio bambini

    Occuparsi di faccende domestiche

    Guidare

    💡 N.B.

    Nelle prime 3-4 settimane dopo l’intervento occorre evitare movimenti bruschi, traumi al seno e sollevamento di pesi importanti. Le borse e i sacchetti della spesa pesanti dovranno essere trasportati dal lato sano.

    Di notte è preferibile dormire sul fianco sano appoggiando il braccio su uno o più cuscini.

    Dopo aver recuperato completamente il movimento del braccio sarà possibile svolgere qualunque attività sportiva che non comporti sollecitazioni eccessive o che possa procurare ferite.

    Non esistono controindicazioni particolari relative alla guida, tuttavia è consigliabile non guidare per circa 3-4 settimane dal giorno dell’intervento chirurgico, poiché manovre associate alla guida possono causare dolore.

    È possibile esporsi al sole dopo l’intervento chirurgico proteggendo la ferita applicando una crema solare protettiva e indossando un costume da bagno.
    Qualora venisse effettuata la radioterapia esterna, invece, non è possibile prendere il sole per tutta la durata del trattamento e per almeno due mesi dalla fine della terapia.

    La ripresa della vita lavorativa viene valutata in base al tipo di attività svolta.  

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